Esteri

Ucraina: Biden pronto a inviare armi più potenti a Kiev

L’amministrazione americana guidata dal presidente Joe Biden si starebbe preparando ad inviare armi più potenti all’Ucraina. Lo riferiscono fonti vicine alla Casa Bianca all’emittente Cnn. Il nuovo pacchetto di aiuti militari a Kiev dovrebbe essere approvato dal Congresso la prossima settimana. Gli armamenti che dovrebbe ricevere l’esercito di Zelensky potrebbero essere sistemi di missili a lungo raggio, come il Multiple Launch Rocket System o il MLRS. Questo tipo di armi prodotte negli Usa sarebbero molto più potenti di quelle già utilizzate dai russi in Ucriana e, secondo Zelensky, potrebbero rappresentare una svolta nella guerra. Ma a gelare gli entusiasmi di Kiev ci pensa il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov.

Biden invia armi più potenti all’Ucraina

Lavrov rilascia un’intervista alla testata Russia Today per chiarire la posizione di Mosca sulla guerra in Ucraina. Il diplomatico rispedisce innanzitutto al mittente il piano di pace italiano, giudicandolo improponibile. Spiega che Crimea e Donbass non ritorneranno mai sotto il controllo di Kiev. E poi lancia un duro avvertimento alla Nato, e soprattutto agli americani, le cui armi fornite all’Ucraina, se dovessero colpire il territorio russo, provocherebbero una sicura escalation.

Sergei Lavrov avverte che “le armi che i Paesi occidentali forniscono all’Ucraina, in grado di colpire il territorio russo, sono un serio passo verso un’escalation inaccettabile”. Il capo della diplomazia russa si augura invece che “le persone sane di mente in Occidente lo capiscano, Ne sono rimasti ancora alcuni”. Non sembra però il caso dell’amministrazione Biden che sembra risoluta anche a rischiare anche un allargamento del conflitto.

Secondo Lavrov i tentativi di trasformare la Nato “in un’alleanza globale alla ricerca del dominio militare in tutto il mondo, sono destinati a fallire. Stanno pianificando di trasformare questa ’unione difensiva’ in un’alleanza globale che cerca il dominio militare nel mondo. È un percorso pericoloso, fallirà”. La Nato, conclude, “era un’organizzazione difensiva quando c’era qualcuno da cui difendersi”. 

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