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Casal Bruciato, la Raggi va avanti: “Giusto assegnare la casa popolare ai rom”

Virginia Raggi non molla sull’assegnazione di una casa a una famiglia rom: “Risultano i legittimi assegnatari di un alloggio. Ha diritto di entrare e la legge si rispetta. Siamo andati a conoscerli e sono terrorizzati. Abbiamo avuto modo di far conoscere questa famiglia ad alcuni condomini. Chi insulta i bambini e minaccia di stuprare le donne forse dovrebbe farsi un esame di coscienza. Non è questa una società in cui si può continuare a vivere”.

Queste le parole che ha pronunciato la sindaca uscendo dalla casa popolare assegnata alla famiglia nomade a Casal Bruciato, dove è stata accolta da una raffica di insulti e offese sessiste da parte dei residenti che da due giorni protestano contro l’assegnazione del Comune di un alloggio popolare a una famiglia bosniaca di 14 persone. Momenti di tensione quando Raggi è stata letteralmente scortata da due cordoni del reparto mobile della polizia all’interno del piazzale condominiale dove si trova l’appartamento assegnato martedì scorso a una famiglia rom.
Insieme alla Raggi, erano presenti alcuni vicini di casa, il direttore della Caritas diocesana di Roma, don Benoni Ambarus, e un delegato del vicariato. La sindaca è stata contestata da circa una trentina di persone che hanno seguito il cordone di polizia che la accompagnavano durante la visita.I cittadini si erano radunati in strada poco prima per l’arrivo della presidente del municipio IV, Roberta della Casa. Durante le contestazioni, hanno chiesto legalità, rispetto e trasparenza nell’assegnazione delle case popolari. “Salvini, Salvini” ha urlato un gruppetto di donne che manifestano. Intanto sono al vaglio della Digos le immagini degli insulti alla donna nomade, tra cui la frase ‘ti stupro’, al suo ingresso ieri nella palazzina di Casal Bruciato a Roma scortata dalla polizia.

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