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Piazzapulita, la ricercatrice provoca Orsini: “Perché sei qui a parlare della guerra?”

Scontro totale tra professori durante Piazzapulita. A darsele mediaticamente di santa ragione sono il professore della Luiss, Alessandro Orsini, e la direttrice dell’Istituto Affari Internazionali di Roma, Nathalie Tocci. La ricercatrice accusa apertamente Orsini di non avere le competenze per poter parlare in televisione della guerra in Ucraina. Osservazione che manda su tutte le furie Orsini che risponde per le rime.

Alessandro Orsini e Nathalie Tocci

“In realtà questa è la quarta volta che vedo Alessandro Orsini. Non l’ho mai conosciuto. – lo snobba la Tocci – Quindi ho soltanto avuto modo di ascoltarlo qui. Sono una ricercatrice, non sono una giornalista. Prima ascoltavo quello che diceva: che non ha mai messo piede in Russia, che non ha amici e colleghi russi. Non so, forse è stato in Ucraina? Ha colleghi ucraini? Forse neanche quello. Se non c’è quel tipo di conoscenza, parlo da ricercatrice, francamente non riesco a capire perché Alessandro Orsini è qui a parlare della guerra in Ucraina”, si domanda polemicamente la ricercatrice.

“Io lo so che le dà molto fastidio la mia presenza e trovo che lei getti discredito sul suo istituto, perché le cose che scrive su Twitter sono veramente inqualificabili. Le assicuro che negli ambienti prestigiosi non ci si comporta così. Si vede chiaramente che lei non è una persona che è cresciuta in ambienti prestigiosi”, ribatte indispettito Orsini. “Però non andiamo sul personale”, lo prega Formigli, ma inutilmente. “Ho semplicemente riportato quello che lei ha detto”, prova a giustificarsi Nathalie Tocci. “Le spiego perché lei è in malafede”, la incalza però Orsini.

“Io dico semplicemente che un ricercatore che si occupa di queste questioni, in questi posti ci va, con le persone ci parla e basa le proprie opinioni su dei fatti che guarda”, ribadisce la Tocci. “Posso rispondere? Ha finito?”, la attacca Orsini. “No perché in realtà non stiamo facendo un dibattito tra me e lei”, replica piccata. “Quindi non possiamo parlare di Napoleone perché non lo abbiamo mai riconosciuto. – sbotta allora definitivamente il professore – Ma lei è una studiosa? Con questo criterio non può parlare della seconda guerra mondiale. Perché lei passa il tempo a squalificare la gente?”.

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