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La sfida di Beppe Sala: “Il Pd non basta, serve un altro partito”

Un altro partito a sinistra, diverso dal Pd. A quello sta pensando Beppe Sala in queste settimane, come confessato sulle pagine de l’Espresso: “Io vorrei una sinistra più determinata e, per quanto riesco, sto cercando di portare il mio contributo. I giovani sentono poco la politica. Purtroppo, sentono ancora meno il Pd, visto come un partito vecchio e litigioso. Ma questo ci mette davanti a una grande opportunità. Non ci sono alternative. O il Pd riesce a cambiare rapidamente pelle e a presentarsi come un partito più moderno che affronta seriamente i temi più sensibili, dall’ambiente alla giustizia sociale, oppure ci penserà qualcun altro”.

Dopo la vittoria a Losanna della candidatura di Milano-Cortina come sede delle Olimpiadi, il sindaco di Milano lancia così l’idea di un altro partito. E parla a tutto campo di politica italiana: la ricandidatura a sindaco, il processo per l’Expo, la Lega. “Il Pd – dice – può crescere ancora, ma non più di tanto. Solo un nuovo soggetto può riportare al voto qualcuno che normalmente non va a votare, qualcuno che ha votato per i 5 Stelle, e perfino qualche elettore della Lega che fa fatica ad accettare l’estremismo e la cattiveria salviniana. Anche per questo vedo in modo negativo elezioni a breve termine. Si rischia che il nuovo soggetto sia solo una figurina”.
“Se si andasse a votare oggi – spiega Sala – non capisco quale sarebbe l’utilità di vedere eletto un Parlamento di centrodestra a guida leghista che nel 2022 elegge il nuovo presidente della Repubblica, il successore di Sergio Mattarella. Io non auspico il voto. Spero che si voti più avanti”.

Alla domanda se questo soggetto politico moderato e centrista potrebbe essere costruito insieme a Carlo Calenda, Sala risponde: “Questo continuo parlare di stare alla sinistra del Pd, o alla destra, è tutto sbagliato. I moderati sono la parte che mi interessa meno. Io mi considero, al limite, un moderato radicale. Se i 5 Stelle ci hanno insegnato una cosa è che si possono prendere grandi consensi evitando questa orizzontalità della politica: la destra, il centrodestra, il centro. Dobbiamo evitare le etichette e parlare dei temi. Giustizia sociale e ambientale: in tutto il mondo la sinistra progressista discute di questo”.Il sindaco di Milano pensa anche che tocchi a lui guidare questo nuovo partito. “Voglio essere sincero: – dice – mi piacerebbe, ma oggi non posso, me lo devo inibire, tanto più che c’è questa nuova responsabilità. Chi ha capacità, proposte, deve farsi avanti. Basta dire che non interpretiamo il disagio: facciamolo”.

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