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Dimartedì, la simulazione dell’Università di Princeton: “Rischio olocausto atomico”

Vladimir Putin avrebbe dato l’ordine al suo esercito di tenersi pronto per un test nucleare ai confini dell’Ucraina. L’indiscrezione che fa tremare il mondo arriva dal quotidiano britannico Times che riporta il contenuto di un’informativa inviata dalla Nato ai suoi membri. Il timore è che il micidiale sottomarino nucleare Poseidon possa entrare in azione. Preoccupante anche il video che mostra un presunto treno nucleare russo diretto verso l’Ucraina. E non conforta nemmeno la simulazione mandata in onda durante il talk show di La7, Dimartedì, secondo la quale il mondo sarebbe sull’orlo dell’olocausto atomico.

Paura per un possibile olocausto atomico

Secondo il professor Alessandro Orsini, ospite di Cartabianca su Rai 3, Vladimir Putin non starebbe affatto bluffando quando minaccia di utilizzare una bomba nucleare tattica in Ucraina. Il presidente russo, infatti, di fronte all’avanza dell’esercito di Zelensky sul campo, non può per nulla al mondo permettersi una sconfitta. Per questo lui e i suoi generali sarebbero pronti a sganciare un ordigno atomico. Costi quello che costi.

Una prospettiva che spaventa la comunità internazionale visto che, a quel punto, il rischio di una escalation nucleare diventerebbe più che probabile. A questo proposito il conduttore di Dimartedì, Giovanni Floris, decide di mostrare durante l’ultima puntata della sua trasmissione il risultato di una simulazione fatta dall’università americana di Princeton.

Secondo questo studio “da una singola arma nucleare tattica potrebbe scattare l’olocausto atomico”. Insomma, spiegano da Princeton, la Russia potrebbe decidere di sparare un primo missile nucleare dalla base di Kaliningrad verso un Paese della Nato “colpendo anche le principali città italiane con 2,5 milioni di vittime nelle prime tre ore”. Mossa che porterebbe ad una reazione Nato con l’uso di 600 testate atomiche. Ecco come andrebbe a finire: “La Russia replica, altri 3,4 milioni di vittime in 45 minuti. Russia e Nato colpiscono l’una le trenta maggiori città del nemico, con più di 85 milioni di morti nei successivi 45 minuti. Totale: 91,5 milioni tra morti e feriti in poco più di quattro ore di combattimenti”.

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