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Obbligo vaccinale, Adinolfi sfida Draghi: “Il fascismo era più morbido”

La decisione del governo Draghi di introdurre l’obbligo vaccinale per tutti gli over 50 e di estendere ulteriormente l’uso del Super green pass fa letteralmente infuriare Mario Adinolfi. Il leader del movimento ultra cattolico Popolo della famiglia, pubblica una serie di post su Twitter per condividere tutta la sua rabbia contro il premier Mario Draghi, ritenuto il principale responsabile di quanto sta accadendo in Italia. Adinolfi non fa sconti a Draghi, giudicandolo addirittura più duro del fascismo di Benito Mussolini contro gli oppositori politici.

Mario Adinolfi

“Mi chiedono cosa farò ora che Draghi ha posto uno strambo ‘obbligo vaccinale’ a tempo che finirà il 15 giugno. – twitta Adinolfi pochi minuti dopo l’approvazione del nuovo decreto Covid – L’ho già detto, opporrò resistenza perché il mio corpo non è dello Stato. La lesione del diritto di milioni di lavoratori prosegue con il Pd complice. Ricorderemo tutto”, minaccia.

In un successivo cinguettio, Mario Adinolfi giudica i partiti attualmente presenti in Parlamento “molli e ormai inutili. Sono spazzati via da un Capo non eletto che, puntando sulla loro debolezza, impone ogni suo volere, persino togliere il lavoro a chi non si sottomette. Ai tempi obbligo di tessera fascista. Oggi obbligo non dissimile. Italia 1922 come Italia 2022”. Questa la grave denuncia del fondatore del Popolo della famiglia.

Il tweet che segue è ancora più chiaro sull’idea che Adinolfi si è fatto di Draghi. “Nel 1922 ascese colui che inventò l’obbligo di tessera nera del Pnf. – si infervora – Nel 2022 scatta l’obbligo di tessera verde, pure ‘rafforzata’. Altrimenti ti tolgono il lavoro e ti mettono agli arresti domiciliari. Il fascismo era più morbido contro gli oppositori. Si limitava al confino”. Conclude Mario Adinolfi che, comunque, già nei giorni scorsi, non aveva nascosto tutto il suo disappunto nei confronti dell’esecutivo guidato dall’ex governatore della Bce.

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