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Tav, reddito di cittadinanza, il governo Salvinimaio non sa decidere. E allora tocca agli italiani

E se alla fine fosse il popolo a decidere? Se gli italiani fossero chiamati a esprimersi sulle questioni più calde, quelle che continuano a dividere gialli e verdi al governo, così da prendere decisioni che non suonino come l’imposizione di uno dei due partiti? Una suggestione, forse. Non priva però di fondamento. E sulla quale, paradossalmente, ragionano tanto tra le fila dell’esecutivo quanto tra i banchi dell’opposizione, con Forza Italia tornata alla carica nelle ultime ore.

Berlusconi ha infatti accennato all’idea di proporre una serie di referendum abrogativi su quelle che considera “le norme più dannose del governo”, con riferimento più ai Cinque Stelle che a un Salvini visto ancora come “figliol prodigo”, sperando in un ritorno a casa. Proprio il leader della Lega, d’altronde, nelle scorse settimane aveva avanzato l’ipotesi che fossero i cittadini a esprimersi sul più spinoso dei nodi, quella Tav sulla quale Movimento e Carroccio non trovano un’intesa.
Nel caso specifico dell’alta velocità Torino-Lione, non era stato chiarito con precisione se si sarebbe trattato di un referendum consultivo (e quindi non vincolante) indetto a livello locale dalla regione Piemonte, il cui presidente Sergio Chiamparino del Pd si era ha già detto favorevole, o se allargare la consultazione coinvolgendo anche altri presidenti di Regione. Ma l’idea è lì, sul piatto.E d’altronde anche se ai Cinque Stelle può non piacere che la Tav (ma anche il reddito di cittadinanza, nei piani dell’opposizione) sia affidata alla volontà popolare, è anche vero che storicamente il Movimento è sempre stato per natura legato alle scelte dei cittadini. E quindi, malvolentieri, potrebbe trovarsi di nuovo a lasciare che siano le urne a indirizzarne le decisioni chiave.

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