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Caso Open, Marco Travaglio: “Siamo al bis della nipote di Mubarak”

La decisione dell’Aula del Senato di sollevare il conflitto di attribuzione contro i magistrati di Firenze che indagano sul caso Open, scatena la violenta reazione di Marco Travaglio. Il direttore del Fatto Quotidiano, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo, attacca senza mezzi termini i senatori che hanno votato in favore di Matteo Renzi, rinviato a giudizio insieme al suo ‘Giglio magico’ per finanziamento illecito. Travaglio paragona il caso Open a quello di ‘Ruby nipote di Mubarak’ di cui fu protagonista qualche anno fa Silvio Berlusconi.

Marco Travaglio attacca Renzi

“Il nostro Parlamento si occupava della guerra ai magistrati (invece di quella in Ucraina) e si copriva di ridicolo. – parte subito all’attacco Marco Travaglio – Il giorno della vergogna di oggi lo paragonerei a quello della stessa decisione, cioè di sollevare un conflitto di attribuzione perché Berlusconi aveva telefonato alla questura di Milano per salvarci da un incidente diplomatico con l’Egitto, in quanto avevano fermato per furto la nipote di Mubarak. Oggi siamo al bis della nipote di Mubarak”.

(MTI/AP)

Marco Travaglio spiega che “tutto il fronte politico, dal Pd al centrodestra a Italia Viva, tranne M5S e Leu, ha votato per trascinare la procura di Firenze davanti alla Corte Costituzionale, perché i pubblici ministeri si sono permessi di sequestrare un telefonino a un signore che non è mai stato eletto in Parlamento. E che si scambiava dei messaggi Whatsapp con Matteo Renzi”.

“I magistrati hanno seguito la legge, la Costituzione e tutte le sentenze della Cassazione in materia. – sottolinea il giornalista – È stato il giorno della vendetta nei confronti della magistratura da parte di una casta che non vuole farsi processare. Hanno coperto di ridicolo e di vergogna il Senato della Repubblica”. Questo il giudizio senza appello del direttore del Fatto, da sempre strenuo avversario sia di Renzi che di Berlusconi.

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