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La storia del partito unico di centrodestra può finire addirittura in tribunale

Come andrà a finire la storia del partito unico del centrodestra? Difficile dirlo, in un momento in cui l’intera formazione sembra vivere di fortissime tensioni. Di sicuro, però, c’è che la situazione è talmente ingarbugliata da poter finire addirittura per vie legali. Riepilogando: stando a quanto rivelato da Il Giornale, Silvio Berlusconi avrebbe già registrato il marchio. Ma dalla Sicilia sarebbe spuntato il titolare del nome e del dominio, un broker sardo, che lo avrebbe depositato e utilizzato per candidare civici di centrodestra.

La storia del partito unico di centrodestra può finire addirittura in tribunale

Candidati e liste non hanno mai superato la prova delle urne. Fatto sta che, però, un “Centrodestra unito” esisterebbe già come dominio, nonostante Berlusconi avrebbe a sua volta depositato un analogo marchio, e da ben sei anni, nonostante nessuno lo sapesse. Protagonista dell’operazione era stato Francesco Maurizio Mulino, appassionato di politica e in rotta di collisione con il Cavaliere, Salvini e Giorgia Meloni che considera “incapaci di trovare una sintesi e inclini all’uno contro l’altro”.

58 anni originario di Cagliari ma pendolare tra la Sicilia e la Lombardia, Mulino avrebbe così fondato “un’organizzazione civica” di militanti e attivisti locali, che negli ultimi sei anni avrebbe appoggiato e raccolto voti per candidati di un centrodestra che a livello nazionale, intanto, iniziava a dividersi. Sul sito del movimento (www.centrodestraunito.it) il fondatore spiega di lottare proprio contro le divisioni dei partiti nazionali.

Mulino sembra ora pronto a dare battaglia: “Non sapevo che Berlusconi avesse registrato un marchio come il nostro, ma confido che non lo depositi al Viminale per le elezioni perché poi ne risponderà nelle sedi opportune”. Una diffida, insomma, sarebbe già pronta. Sempre che l’idea di un partito unico, che al momento trova le avversità di Giorgia Meloni, alla fine decolli.

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