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La strategia di Salvini sui migranti? In Europa è un flop totale

Dopo essere stato accusato più e più volte di non prendere parte ai momenti politicamente più importanti della vita a Bruxelles, Matteo Savlini ha deciso di invertire la rotta e presentarsi al vertice dei ministri dell’Interno dell’Unione Europea. Non senza scatenare nuovamente polemiche, visto che in tanti hanno fatto notare come a Helsinki, sede dell’incontro, il vicepremier sia andato proprio mentre le opposizioni lo volevano in Aula per rispondere del caso “Moscopoli”.

“E pensare che l’ultima volta aveva preferito comparire in televisione da Barbara D’Urso piuttosto che andare al vertice in Lussemburgo” fanno notare alcuni utenti, sottolineando come Salvini abbia saltato già almeno 7 vertici europei con i colleghi con motivazioni non troppo convincenti. “Un dettaglio non da poco, considerando che proprio in questi vertici si dovrebbe discutere di strategie comuni per affrontare il problema dell’immigrazione, che pure sembra stargli tanto a cuore”.
Stavolta Salvini si è presentato per ribadire il suo no al principio del porto più vicino per l’approdo dei migranti, appoggiato dal collega maltese. Le agenzie di stampa parlano di uno scontro con Francia e Germania iniziato già nelle ore precedenti, con i due Paesi che chiedevano di far approvare un documento sugli sbarchi che vincolasse in tal senso i paesi che affacciano sul Mediterraneo.E però a contrastare ogni accordo sono proprio i Paesi del gruppo di Visegrad, quelli ai quali Salvini è legato dalle alleanze politiche della Lega, e che non vogliono saperne di prendere parte alla redistribuzione dei migranti, lasciando a chi si affaccia sul Mediterraneo (indi Italia compresa) ogni onere. Da un lato, quindi, il vicepremier rivendica maggiore sovranità. Dall’altro, chiede agli altri stati membri di farsi carico delle “conseguenze” della nostra sovranità.

Chiede accordi meno gravosi per l’Italia, ma rifiuta di prendere parte a una riforma del Regolamento di Dublino. Urla contro l’Ue ma quasi sempre diserta gli appuntamenti con i colleghi. Chiedi agli altri stati di fare la loro parte nella redistribuzione dei migranti ma poi va a braccetto con partiti nazionalisti che vogliono frontiere chiuse. Una strategia che, decisamente, fa acqua da tutte le parti.

Salvini, che figura! Anche l’ambasciatore ucraino ora ce l’ha con l’Italia