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Amedeo Ricucci: morto il giornalista e inviato di guerra

È venuto a mancare il giornalista e inviato di guerra Amedeo Ricucci. Il reporter soffriva da anni di una brutta malattia che se lo è portato via all’età di appena 63 anni. Ricucci è considerato uno dei più capaci ed importanti giornalisti della Rai, dove lavorava dal 1993. Di lui si ricordano, tra le altre cose, le missioni in Algeria, Somalia, Bosnia, Ruanda, Liberia, Kosovo, Afghanistan, Libano, Iran, Iraq Palestina, Tunisia, Libia, e Siria.

Amedeo Ricucci a Herat in Afghanistan. I quattro reporter italiani “fermati ieri in Siria”, il giornalista Rai Amedeo Ricucci, il fotografo Elio Colavolpe, il documentarista Andrea Vignali e la freelance Susan Dabbous, “stanno bene e saranno presto liberati e accompagnati in Turchia”: lo dice all’ANSA una fonte vicina ai ribelli siriani.”Sono stati fermati e non sequestrati”. ANSA/DANIELA BRICCA/LUCIANO DEL CASTILLO

Amedeo Ricucci si trovava in Somalia nel 1994, quando la giornlista del Tg3 Ilaria Alpi e il cameraman Miran Hrovatin vennero barbaramente assassinati nel Paese africano. Ma il giornalista ha rischiato la pelle in diverse occasioni. Come nel 2013 in Siria, quando venne sequestrato dal gruppo fondamentalista al-Nusra nsieme ad altri tre colleghi italiani.

“Se n’è andato un amico, Amedeo Ricucci. – scrive sui social Giommaria Monti, autore di Rai 3 – un grande inviato di guerra che ha rischiato spesso la vita per raccontare gli orrori. Qualche mese fa gli ho chiesto di intervenire in trasmissione sulla guerra e mi ha detto no, Gio. Non mi piace la piega che sta prendendo la discussione sull’Ucraina in Italia. Non è per voi, anzi. Ma sento troppa gente in giro parlare senza cognizione. La tua saggezza, la tua ironia, il tuo coraggio…Ciao Amedeo”.

“Sei stato sul campo fino all’ultimo minuto della tua vita. – lo ricorda così la collega della Rai Cinzia Fiorato – Sei un esempio di giornalismo vero, approfondito, preparato, competente. Hai dedicato la vita a raccontare i conflitti e le guerre, con una grande capacità di analisi e un pensiero critico tipico di chi sa quello che dice e racconta quello che sa. Oggi la pessima, orribile e inaccettabile notizia della tua scomparsa mi riempie di tristezza, per la persona che sei, per il giornalismo che rappresenti e anche per l’amico, disponibile, sempre. Ti voglio tanto bene, non ti dimentico”.

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