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“La truffa del messaggio sullo smartphone.” Ecco cosa promette (e come evitarla): “In tanti ci sono cascati”

Più di una persona ci è cascata, ma era troppo bello per essere vero. Le segnalazioni giungono da tutta Italia e, come spesso capita, si fa leva sull’attualità più stringente per elaborare truffe sempre più fantasiose: l’ultima, in ordine di tempo, riguarda il Reddito di cittadinanza, la cui cancellazione sta creando diversi malumori. Migliaia di sms – apparentemente inviati dall’Inps – promettono la revoca dello stop al sussidio. Gli utenti vengono invitati a identificarsi utilizzando il link allegato al fine di evitare la revoca del sussidio.

Cos’è il “phishing”

Una volta cliccato, si apre una pagina web dove si viene invitati a inserire le proprie credenziali di accesso che, però, a quel punto saranno carpite dai criminali informatici. Grazie a tali dati sensibili, questi sono in grado di svuotare conti correnti, PostePay, clonare l’identità dei malcapitati e usarla per scopi illeciti. Lo schema tipico, dunque, del cosiddetto “phishing“: i dati vengono utilizzati per lo più per le frodi creditizie, per aprire finanziamenti per l’acquisto o per intestazioni fittizie di utenze.

La Polizia postale, dunque, ha segnalato la truffa anche attraverso le proprie pagine social. Da qui la raccomandazione, per accedere ai servizi Inps, a “non cliccare su link ricevuti tramite sms” e a “utilizzare esclusivamente il sito ufficiale”. Altri messaggi di revoca (veri) partiranno nelle prossime settimane e l’ipotesi, di cui leggiamo su La Stampa, è che dietro a queste truffe operi una vera e propria organizzazione criminale, che “pesca” nel gran numero degli ex percettori del Reddito di cittadinanza. Da fine luglio, l’Inps ha inviato circa 200mila (veri) sms per comunicare ai percettori del Reddito che non avevano più diritto al sussidio. Inoltre, da settembre a dicembre ne arriveranno altri 40mila. Nel complesso, saranno 240mila i nuclei a cui verrà comunicata la sospensione del Reddito di cittadinanza.

Nel caso si sia incappati in tale frode, ci si può rivolgere, naturalmente, alla Polizia postale o anche al numero 113. In alternativa, si può inviare una segnalazione tramite il sito www.commissariatodips.it. Ma ribadiamo che per accedere ai servizi dell’Inps non bisogna mai cliccare su link ricevuti tramite sms, ma utilizzare esclusivamente il sito ufficiale, e ciò vale anche per altre comunicazioni ricevute tramite email.