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L’appello della Carfagna: “Creiamo una nuova destra, alternativa a Pd e 5 Stelle”

Un vero e proprio appello, quello lanciato da Mara Carfagna attraverso le pagine de Il Foglio. Rivolto innanzitutto alle destre del Paese, quelle che non si rassegnano a un ruolo di totale subalternità alla politica sovranista di Salvini e pensano, anzi, che l’alleanza Pd-Cinque Stelle possa aprire nuovi spazi di manovra. La soluzione, però, non può essere una banale corsa tra le braccia della Lega: “Non lo era e non lo è, se non si cambia paradigma, come ha dimostrato tra l’altro la ‘rivelazione’ dell’offerta di premiership rivolta da Salvini a Di Maio”.

“La destra sovranista – spiega la Carfagna – ha fatto scelte di campo che costituiscono una rottura radicale con il modello di centrodestra liberale maggioritario nel Paese fino al 2018. Si è collocata contro l’Europa. In posizione ambigua rispetto agli Usa e all’alleanza occidentale. In politica economica ha avallato scelte assistenzialiste e improduttive e coltivato nicchie elettorali (vedi Quota 100) piuttosto che una visione di sviluppo all’altezza. Ha spaccato la società italiana con messaggi d’odio. Ha sdoganato sentimenti xenofobi che confinano col razzismo”.
E ancora: “La destra repubblicana e liberale ha pagato un prezzo altissimo al tentativo di restare politicamente collegata a questa narrazione. Il sovranismo è un’illusione perché la battaglia per l’Italia si combatte stringendo alleanze, non distruggendole. Liberiamoci dai complessi di inferiorità. Usciamo dalla gabbia che ci hanno costruito intorno i nostri alleati con la collaborazione dei filo-sovranisti a oltranza di casa nostra che, persino davanti al tracollo dei sondaggi, hanno ostinatamente rifiutato di riconsiderare la linea del vassallaggio alla Lega. Recuperiamo una visione autonoma, riprendiamo a fare politica e a raccontare l’Italia che vorremmo”.“È finita una stagione e non è più possibile cullarsi nella nostalgia dei bei tempi andati, coltivando l’idea impossibile di restaurarli. Dobbiamo cominciare a immaginare uno schieramento capace di competere e vincere nel quadro di un nuovo bipolarismo, che vedrà Pd e Cinquestelle uniti sul ‘fronte sinistro’ della politica italiana. Re-inventare il centrodestra deve essere la nostra priorità: possiamo farlo se sapremo aprirci e presentare alle forze moderate, popolari e liberali e ai settori più responsabili e ‘adulti’ della Lega un progetto nuovo e di lungo periodo”.

“Un centrodestra popolare, liberale, europeista, garantista, che non aspiri solo a cavalcare i sondaggi, ma sappia trovare la strada per tornare al governo e determinare il futuro italiano”.

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