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Ucraina, l’appello di Draghi per la pace: “Ho chiesto a Biden di parlare con Putin”

Mario Draghi torna dal viaggio negli Usa con il morale rinfrancato e con una visione ottimistica della possibile fine della guerra in Ucraina. Il presidente del Consiglio italiano, come rivela il quotidiano Repubblica, appena sbarcato a Roma avrebbe confidato ai suoi ministri di aver chiesto al presidente americano Joe Biden di fissare un colloquio con il suo omologo russo Vladimir Putin. Intanto, il Parlamento dovrebbe votare senza problemi il terzo decreto sull’invio di armi all’Ucraina. Ma Draghi stavolta sembra voler andare incontro alle richieste ‘pacifiste’ del leader del M5S Giuseppe Conte. E anche il Pd di Enrico Letta sembra voler virare decisamente in favore della pace.

Mario Draghi e Joe Biden

Secondo Mario Draghi la guerra assume una “fisionomia nuova”. È arrivato il momento di parlare “di futuro e di pace, di una pace che vada bene agli ucraini” e che possa essere presto raggiunta sedendosi tutti intorno ad un tavolo. Per questo “ho chiesto a Biden di parlare con Putin”. Così il premier italiano, secondo la ricostruzione di Repubblica, si sarebbe rivolto ai ministri del suo governo per spiegare il senso del suo viaggio a Washington.

Le parole del premier suonano come una risposta indiretta alle richieste avanzate da Conte negli ultimi giorni. “È giusto ci sia un aggiornamento sullo stato della guerra e un passaggio con un voto e con un atto di indirizzo parlamentare sarebbe un elemento di chiarezza anche per tutte le forze politiche. – questa la richiesta di Conte formulata a Piazzapulita – Dopo due mesi e mezzo gli scenari stanno cambiando e noi dobbiamo poter dare un mandato più forte. Dopo un terzo decreto vogliamo fare una riflessione? Dopo un terzo invio di armi, che per noi non devono essere né più pesanti, né più letali, vogliamo fare una discussione? Dopo terzo invio, io credo che l’Italia abbia dato il suo contributo. L’Italia ha già dato e ora deve essere in prima linea per la pace”.

E anche Letta utilizza termini meno bellicosi. “Il governo non ha un mandato politico? Noi pensiamo che ci sia stato un voto in Parlamento, all’inizio di un percorso, chiaro, netto e che ha trovato un consenso largo. – dichiara anche lui a Piazzapulita – Stop alle armi dopo il terzo decreto? Noi ne discuteremo in Parlamento giovedì prossimo quando verrà il presidente Draghi. Lo ascolteremo in Parlamento, che è il luogo naturale del dibattito e della presa di decisioni, e decideremo i passaggi successivi”.

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