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Ucraina, l’appello di Mattarella: “La resistenza va sostenuta”

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato in visita all’Istituto salesiano Bearzi di Udine. In quella scuola studiava Lorenzo Parelli, il ragazzo 18enne morto il 21 gennaio scorso durante il suo ultimo giorno di alternanza scuola-lavoro. Durante il suo discorso il capo dello Stato, oltre a ricordare Lorenzo insieme ai suoi genitori, si è soffermato brevemente sulla guerra in Ucraina, definendola “insensata” e ribadendo l’appoggio italiano alla resistenza.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante il suo intervento, in occasione dell’incontro con gli esponenti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, nella ricorrenza del 77° anniversario della Liberazione (foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica

“Nel momento in cui la ripresa sembrava avviata, anche con ritmi maggiori rispetto a molte delle previsioni, è intervenuta una guerra insensata, provocata dall’aggressione militare russa contro il popolo ucraino, che va sostenuto nella sua resistenza”. È questo il passaggio dell’intervento di Mattarella sull’Ucraina.

Subito prima, il presidente aveva ricordato Lorenzo Parelli. “Il segno di Lorenzo è destinato a rimanere nella vita di chi lo ha conosciuto e amato. – ha affermato – E voglio esprimere la mia vicinanza ai suoi genitori che stanno vivendo un dolore immenso. Una tragedia che ha travolto anche la comunità scolastica della quale faceva parte. La morte di questo ragazzo porta ad interrogarci sullo stato del mondo del lavoro di oggi”.

“Il 1 maggio non è una una festa rituale. Ma l’occasione per aprire una discussione importante su cosa offriamo ai giovani. – ha aggiunto Mattarella – In queste settimane parliamo di pace. Ma nel nostro Paese deve passare necessariamente dai diritti e dalla sicurezza sul lavoro che è alla base della società. La pace è strettamente connessa alla libertà, allo sviluppo e alla dignità. Tutte queste cose sono i cardini della nostra Repubblica e ci hanno reso quelli che siamo. Il lavoro degli italiani ha costruito questo Paese. Ne ha ampliato i diritti e ha dato concretezza. Non possiamo e non dobbiamo mai più piangere morti assurde come quella di Lorenzo”, conclude il presidente.

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