Interni

Da La Padania alle Stelle, è Paragone l’arma in più del Movimento: un’ascesa record

Per capire come funzionano gerarchie e popolarità all’interno del Movimento Cinque Stelle non c’è sistema migliore che tenere d’occhio il fronte della comunicazione, gelosamente accentrata nelle mani di Rocco Casalino per volere di Davide Casaleggio e specchio efficace di quanto accade di volta in volta nell’universo pentastellato. Pagine ufficiali, blog e gruppi vari sono lo strumento scelto da tempo per diffondere il verbo grillino, con il premier Conte che, per visibilità, resta il numero uno.

Il premier domina nella particolare classifica della visibilità televisiva, mentre spetta al duo Di Maio – Di Battista il primato sul web grazie alle rispettive pagine Facebook. L’Espresso ha però sottolineato come ci sia un’altra figura che sta aumentando giorno dopo giorno il proprio peso specifico all’interno delle fila pentastellate. Si tratta di Gianluigi Paragone, ex direttore della Padania poi passato in Rai (in “quota Lega” scrivevano all’epoca i giornali”) e oggi, infine, senatore.
Nonostante non abbia un ruolo politico di primo piano né all’interno del partito né nell’esecutivo, Paragone ha infatti beneficiato di recente di una grande sovraesposizione mediatica, con 27 citazioni da parte della pagine ufficiale del Movimento che spaziano da dirette video in cui fa la rassegna stampa mattutina a interventi sulle banche o contro i giornalisti. Nelle ultime ore soltanto Di Maio, di cui Paragone è un fedelissimo, ha ottenuto più attenzioni virtuali dai canali Cinque Stelle. Staccato al terzo posto il solito Conte, seguito dal ministro della Giustizia Bonafede in ascesa con la cattura di Cesare Battisti. Altro nome in risalita è quello dell’ex deputato Alessandro Di Battista, tornato dai suoi viaggi in Sud America solo nelle scorse settimane. In netto calo, invece, quel Roberto Fico che guarda caso sembra non essere troppo gradito, ultimamente, al Movimento. 

Il reddito ai rom? Le parole di Di Maio, la reazione dei social. La proposta Cinque Stelle