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Draghi avverte Salvini: il governo non può paralizzarsi

L’attenzione di Mario Draghi, almeno stando alle sue dichiarazioni, in questo momento è tutta concentrata nell’azione del suo governo. Il suo compito principale, dice, è quello di riportare il più velocemente possibile l’Italia verso una risalita economica che sembra già in atto. Le voci e le polemiche su una sua presunta aspirazione alla presidenza della Repubblica non lo toccano. Anche se sono in molti a tirarlo per la giacchetta. Per questo decide di avvertire tutte le forze che lo appoggiano in Parlamento, soprattutto la Lega di Matteo Salvini, che non tollererà rallentamenti strumentali rispetto agli obiettivi che si è prefissato.

Draghi avverte Salvini

Nella conferenza stampa tenuta il 29 settembre, Draghi riferisce di ritenere rassicuranti i numeri dell’economia per il 2022. Quindi fino al 2023 non ci sarebbe da preoccuparsi. Peccato però che al premier non vada giù che troppi dei suoi estimatori abbiano speso il suo nome come papabile alla successione di Sergio Mattarella al Quirinale. È il caso dei ministri Renato Bruneta di Forza Italia e Giancarlo Giorgetti della Lega. Endorsement quirinalizio che lo avrebbe lasciato troppo esposto politicamente.

Almeno in apparenza, dunque, Draghi lascia la decisione di mettere fine alla sua esperienza di governo al Parlamento, che sarà anche arbitro delle elezioni presidenziali. Insomma, basta accostare il suo nome al Quirinale perché “offensivo nei confronti del presidente della Repubblica in carica”. Certo, lui stesso è consapevole che, in caso venisse chiamato a ricoprire tale compito, non potrebbe tirarsi indietro.

MARIO DRAGHI

Ma intanto cerca di pensare solo al suo governo. “Il resto non conta nulla”, dichiara presentando il programma dell’esecutivo dei prossimi mesi: delega fiscale, legge sulla concorrenza, legge di bilancio, Giubileo 2025, Expo 2030, Patto di stabilità e G20 straordinario sull’Afghanistan. Un’agenda fittissima che rischia però di essere rallentata dalle bizze dei partiti. Soprattutto dalla Lega di Salvini che, dopo le Amministrative di domenica, potrebbe decidere di riaprire le ostilità. “Non ci si immagini che si possano rinviare le cose da fare. – avverte allora Draghi – Se il governo perdesse la sua efficacia, perderebbe la sua ragione di esistere”.

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