Giustizia

“La Lega ripaga i 49 milioni con i soldi pubblici”. La scoperta del Fatto Quotidiano

Hai capito Salvini! Un vero e proprio scoop del Fatto Quotidiano che racconta come la Lega abbia trovato un modo del tutto “originale” per restituire i famosi 49 milioni allo Stato. Come? Con i soldi pubblici. Sembrerà assurdo (e lo è), ma è così. Il partito di Salvini, come è noto, ha ottenuto di poter restituire il maltolto ai cittadini italiani a condizioni speciali: rate da 600 mila euro all’anno, per una dilazione in quasi 80 anni, senza interessi. Una cosa che a un comune cittadino non sarebbe ovviamente mai concessa. Ma in tutto questo il bello è che la Lega sta anche restituendo il debito con i soldi dei contribuenti. Stefano Vergine racconta che nei bilanci la Lega Nord ha incassato in tutto 1,4 milioni. La metà arriva dal 2 x1000, denaro che ogni cittadino può decidere di versare, invece che allo Stato sotto forma di Irpef, al proprio partito preferito. E con questi soldi… (Continua a leggere dopo la foto)

Con questi soldi Salvini sta ripagando il debito dei 49 milioni. “Un paradosso: così facendo Lega Nord ripaga allo Stato il suo debito usando denaro sostanzialmente pubblico: la norma sul 2 x 1000 prevede infatti che, nel caso in cui il contribuente non effettui una scelta sulla destinazione della quota Irpef, la somma vada allo Stato. Nel bilancio della Lega dunque le entrate sono pari a 1,4 milioni. Ma le spese, 1 ,7 milioni in totale, portano il risultato finale in rosso per 292 mila euro. E questo perché Salvini ha insomma spostato quasi tutte le finanze sul nuovo partito, lasciando al vecchio i debiti e quelle minime entrate necessarie per saldare le rate da 600mi1a euro all’anno di debito verso lo Stato”. Un meccanismo “geniale”. (Continua a leggere dopo la foto)

Anche le spese sostenute da Lega Salvini Premier sono rilevanti (8,8 milioni), ma il risultato finale, cioè la differenza tra entrate e uscite, è positivo per 875 mila euro. “Sulla questione potrebbe essere presto un giudice a esprimersi. E questo perché in un atto di citazione indirizzato al Tribunale di Milano, in cui chiede che gli vengano pagate 6,3 milioni di euro di parcelle legali mai saldate, l’ex avvocato della Lega Nord e di Umberto Bossi, Matteo Brigandì, denuncia infatti la continuità finanziaria dei due partiti. Brigandì – che si considera un creditore del movimento – chiede le parcelle mai saldate a entrambi i partiti, la vecchia e la nuova Lega”. (Continua a leggere dopo la foto)

“La Lega Salvini Premier, in buona sostanza, è la stessa associazione di Lega Nord per l’indipendenza della Padana, si legge nell’atto di citazione. Per l’ex avvocato di Bossi gli elementi per dimostrare la continuità giuridica tra i due movimenti sono parecchi: la coincidenza delle sedi (sono entrambi registrati al 41 di via Bellerio), il fatto che “l’intera dirigenza dei due partiti sia la medesima”. Inoltre, Brigandì allega alla causa civile un’intervista rilasciata da Salvini nel 2018 a uno studente per la sua tesi di laurea in cui dice che i due partiti verranno fusi…

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