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Zelensky alla Camera, Salvini precetta i leghisti: “Tutti in Aula”

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky tiene un discorso in videoconferenza ai parlamentari italiani. Dopo essere stato ospitato dai parlamenti di mezzo mondo, dagli Usa alla Gran Bretagna, passando per Francia e Israele, Zelensky si rivolge dunque anche ai rappresentanti del popolo italiano. L’appuntamento è fissato per martedì 22 marzo, quando deputati e senatori si riuniranno tutti a Montecitorio. Una piccola ma agguerrita minoranza ha però deciso di marcare visita, in aperta polemica con la decisione di invitare Zelensky. Tra loro anche alcuni parlamentari leghisti che però il leader Matteo Salvini richiama all’ordine. Lega spaccata anche in questo caso dunque.

Volodymyr Zelensky

Saranno poche decine i parlamentari che non ascolteranno il discorso di Zelensky alla Camera. Sono quasi tutti ex del M5S finiti poi in altre forze politiche. La pattuglia più folta è quella di Alternativa, il partito nato dall’uscita a sinistra di alcuni ex grillini. “Putin è un argine a questo impero unico globale mentre Zelensky è parte di esso. Io, a sentirlo, non ci vado”, illustra la sua decisione la senatrice Bianca Laura Granato. “Zelensky non ha nulla da dirmi. La sua posizione è rispettabilissima, ma di parte”, spiega l’ex pentastellato Emanuele Dessì, ora nel Partito Comunista di Marco Rizzo.

Ma anche nella Lega non mancano defezioni e distinguo. Una su tutte è quella del senatore Simone Pillon. “Sulla videoconferenza ho forti perplessità perché credo che dovremmo collocarci in una posizione adeguata per promuovere la pace. Vendere armi a una delle parti in conflitto non favorisce il dialogo”, si giustifica Pillon.

Ma nel Carroccio anche Vito Comencini non ci sarà. Il parlamentare è sposato con una donna russa e fino a pochi giorni fa si trovava lì, intenzionato pare a recarsi nel Donbass. Assenza ‘ingiustificata’ anche per Matteo Mcheli e per uno dei fedelissimi di Salvini, il suo consigliere economico Armando Siri. Una situazione potenzialmente esplosiva nella Lega che il segretario cerca di disinnescare invitando “tutti i leghisti a essere presenti alla Camera per ascoltare Zelensky”.

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