
È scontro sulla legge elettorale dopo il via libera alla norma che aumenta il numero delle firme necessarie alle liste non rappresentate in Parlamento per presentarsi alle elezioni. Le opposizioni attaccano duramente il centrodestra e parlano di una «nuova porcata», mentre Giuseppe Conte chiede l’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
La disposizione, proposta da Fratelli d’Italia e successivamente modificata dal governo, prevede 6mila firme per collegio, dopo che una prima versione aveva fissato la soglia a 9mila. Secondo i calcoli delle opposizioni, una nuova formazione politica potrebbe essere costretta a raccogliere complessivamente circa 300mila sottoscrizioni in poche settimane per riuscire a presentarsi in tutti i collegi.

Conte attacca e difende i nuovi alleati
Il presidente del Movimento 5 Stelle ha definito la norma inaccettabile e ha invitato il Quirinale a intervenire su una soglia che, secondo lui, sarebbe manifestamente incostituzionale. Conte ha ricordato come regole di questo tipo avrebbero reso molto più difficile, in passato, l’ingresso in Parlamento di formazioni politiche nuove o minoritarie.
Nel mirino del leader M5S c’è anche l’impatto della norma sui possibili alleati del centrosinistra, in particolare Progetto Civico Italia di Alessandro Onorato e il Partito socialista. Conte ha chiesto alle altre forze dell’opposizione di garantire sostegno alle nuove liste nella raccolta delle firme, rivendicando la necessità di allargare il campo progressista.
La vicenda riaccende anche le tensioni interne al centrosinistra. Conte ha lasciato intendere di non aver apprezzato l’atteggiamento di tutte le forze di opposizione, con un riferimento soprattutto a Matteo Renzi e Italia Viva. Anche nel Partito democratico, secondo quanto emerso durante il confronto parlamentare, non sarebbe mancata inizialmente qualche esitazione sulla linea da tenere.
Elly Schlein ha comunque preso posizione contro la nuova soglia, giudicando eccessivo il numero delle firme richieste e annunciando l’opposizione del Pd alla norma.
Tajani difende la misura, Conte studia la contromossa
Dal governo arriva invece la difesa di Antonio Tajani, secondo cui le nuove regole servirebbero a evitare la proliferazione di liste prive di reale consistenza politica o create soltanto per condizionare la competizione elettorale.
Conte, però, punta già alle contromosse. Una delle ipotesi sarebbe quella di consentire a Progetto Civico Italia di costituire una propria componente nel gruppo misto della Camera attraverso il passaggio di alcuni parlamentari. In questo modo il numero delle sottoscrizioni necessarie potrebbe scendere sensibilmente, fino a circa 1.500 firme.
La battaglia sulle firme diventa così anche uno dei terreni sui quali si misurano gli equilibri interni del campo progressista, con il Movimento 5 Stelle deciso a favorire l’ingresso di nuove formazioni e a ridimensionare il peso politico di Italia Viva nella costruzione della futura coalizione.