Giustizia

Legittima difesa, il M5S cala di nuovo le brache: Salvini padre padrone del governo

E il Movimento 5 Stelle si cala di nuovo le brache. La linea è stata definita in una riunione mattutina di maggioranza al ministero della Giustizia, presente il Guardasigilli Alfonso Bonafede. Lì la Lega ha rimarcato il confine già indicato da Matteo Salvini: “La legge sulla legittima difesa deve restare così com’è”. Nessuno spazio, dunque per i tre emendamenti presentati dal pentastellato Massimo Urraro che indebolivano l’ impianto elaborato nel testo base dal presidente della commissione Giustizia del Senato, il leghista Andrea Ostellari.

Un provvedimento-bandiera per Salvini che vuole portare a casa il risultato entro l’anno. Stop a ulteriori compromessi, alla fine per evitare qualsiasi tipo di intoppo, le proposte di modifica grilline sono state ritirate. Come accade sempre: fanno tweet, si agitano, sbraitano, poi nel palazzo danno carta bianca. Il Guardasigilli nega che ci siano state tensioni tra i due partiti. Non avevamo dubbi.

“Il confronto c’ è sempre: M5S e Lega hanno storie differenti, ma sono due forze politiche determinate a mantenere gli impegni presi con i cittadini nel contratto”. Gli emendamenti intervenivano sulla parte del testo, cara al Carroccio, che stabilisce come la legittima difesa sia sempre proporzionata quando si agisce in casa o nel luogo di lavoro, e sul principio per il quale basta un grave turbamento a giustificarla.

Due pilastri della proposta che Salvini non vuole toccare. Oggi si cominciano a votare gli emendamenti in commissione, il 23 ottobre l’approdo in aula. Secondo quanto viene riferito da fonti della commissione, e confermate da fonti della Lega in merito alle posizioni dei due alleati, i pentastellati prima che la commissione stessa e il governo dessero il parere sulla ammissibilità o meno dei 71 emendamenti presentati, hanno ritirato le loro tre proposte di modifica a prima firma Francesco Urraro.

Gli emendamenti 5 stelle miravano a modificare nella sostanza il testo base sulla legittima difesa, predisposto dal relatore Andrea Ostellari (Lega). In particolare, le modifiche pentastellate avrebbero inciso sulle ipotesi di non punibilità per legittima difesa, riducendole. Una linea non condivisa dai leghisti che, al contrario, da sempre puntano ad allargare le ipotesi di legittima difesa, fino a farla scattare anche se in presenza di semplice “grave turbamento”. Ipotesi, questa, che invece veniva eliminata in uno dei tre emendamenti dei 5 stelle.

Il testo base del leghista Ostellari aggiunge un comma all’articolo 52 del codice penale: “Agisce sempre in stato di legittima difesa colui che compie un atto per respingere l’intrusione posta in essere con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone”.

 

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