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Il piano di Letta che piace tanto a Conte, Pd e M5S: cosa vuole fare

Per continuare con Conte a Palazzo Chigi c’è un’ipotesi che corre sotto traccia e che trova più di una conferma. Una pista diversa, battuta da sherpa importanti che hanno sondato i leader della maggioranza e della quale, naturalmente, anche la presidenza della Repubblica è al corrente. E qui torna in ballo Gianni Letta, da trent’anni eminenza grigia del centrodestra, e gran consigliere di Berlusconi. Come racconta Open, “nelle ultime settimane, già prima delle dimissioni di Conte, il consigliere di Silvio Berlusconi, l’amico di tutti e di nessuno, ha lavorato discretamente per riportare Forza Italia al governo. E, tutto sommato, il disegno di Letta non dispiace né a Zingaretti né a Luigi Di Maio”.

Questo per una ragione semplice, che riassume il senso della crisi e sulla base della quale si vedrà chi ha vinto o chi ha perso la mano: è un disegno che neutralizzerebbe Renzi e lo renderebbe politicamente irrilevante. “Il piano del pontiere di Forza Italia nasce da una premessa: Conte, che spera di ricevere il mandato esplorativo dopo il primo giro di consultazioni – ma difficilmente l’otterrà, dato che Renzi avrebbe chiesto a Sergio Mattarella di incaricare un’altra persona -, non può fare a meno dei numeri di Italia viva al Senato. Senza i 18 senatori renziani, il governo si muoverebbe su un terreno infido.

Ma accettare il ritorno di Italia viva in maggioranza sarebbe una doppia sconfitta per Pd e M5s che dovrebbero smentire se stessi e Conte resterebbe ostaggio del supporto renziano. Allora? Ecco l’idea di Letta: “Il pieno coinvolgimento di Forza Italia in un nuovo governo solido grazie agli oltre 50 senatori forzisti. Anche accettando la permanenza di Conte a Chigi: tra Letta e l’avvocato pugliese, il dialogo è possibile. Anzi, il confronto c’è stato e in più di un’occasione. L’idea dei forzisti al governo fa gola un po’ a tutti coloro che vogliono uccidere – politicamente – Renzi”.

Un altro segnale è che il Pd, tutte le volte che ha parlato di un allargamento della maggioranza, non ha escluso la partecipazione del centrodestra non sovranista. Che poi, per la corrente fedele a Zingaretti, disarmare una volta per tutte Renzi vale bene un’alleanza “per la salvezza nazionale” con il partito di Silvio Berlusconi. All’opposizione o nella maggioranza ma reso inoffensivo dai numeri larghi assicurati da Forza Italia, il gruppo di Italia viva in Parlamento si sfalderebbe definitivamente. O almeno, questa è la lettura che utilizza Letta per ingolosire Conte, il Pd e i 5Stelle.

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