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Minacce a Mentana e ai giornalisti di La7: il direttore posta la lettera sui social

Una lettera scritta a mano con minacce, pesantissime, nei confronti di Enrico Mentana e di alcuni giornalisti di La7. Questo quanto mostrato dal direttore del tg della rete, che ha pubblicato su Instagram uno scatto della missiva. Nessuna firma sul foglio, ma una svastica e un “boia chi molla” in calce. “La tua enfasi che ti fa venire la bava contro chi è stato eletto dal popolo è vomitevole”, si legge nell’incipit della lettera.

Poi la minaccia: “Presto vi puniremo, sappiamo tutto di voi. Siete solo dei vili senza palle. Punirvi è un dovere”. Mentana non è il solo obiettivo delle minacce: nel mirino finiscono anche le colleghe Lilli Gruber e Francesca Fanuele – definite “puttane da casino di seconda categoria” – insieme a Massimo Giannini, Giovanni Floris, Corrado Formigli e Marco Damilano, indicati come “la crema dei leccaculo”.

La colpa dei giornalisti? Lavorare per “la tv di quel maiale di Cairo”, definita “ricettacolo di comunisti”. E ancora: “Siete degli sfascisti che sperano che si affondi come hanno fatto i vostri padri assassinando molti soldati italiani in Africa, ‘acqua e non benzina, pietre e non pane’, per non parlare di via Rasella”, la confusa motivazione del gesto. Breve e ironico il commento di Mentana: “Appoggio esterno”.

“Le intimidazioni rivolte al direttore Mentana sono un atto vile e inqualificabile. Le minacce a chi esercita la professione di giornalista sono inaccettabili in sé ma anche perché costituiscono un grave attentato alla libertà di stampa”, afferma il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Il presidente del consiglio di un governo che ha fatto dell’odio la sua forza principale per la conquista dell’elettorato e che ha al suo interno il vicepresidente del consiglio, Di Maio, che ha più volte parlato a mezzo stampa contro i giornalisti, definendoli “sciacalli”, mentre il suo amico Di Battista li definiva “puttane e pennivendoli”. Lo stesso governo che ha come azionista di maggioranza il Movimento 5Stelle, appunto, che ha fatto le liste di proscrizione elencando i giornalisti buoni e quelli cattivi.

Il governo che ha fatto guerra al giornalismo con i tagli all’editoria. Poi ci si chiede chi è che alimenta questo clima? La risposta è semplice: chi è al governo e chi dovrebbe tutelare i diritti delle persone e, in questo caso specifico, della stampa e dei giornalisti. A Enrico Mentana e a tutti i giornalisti minacciati e insultati dai neofascisti, dunque, va la sincera solidarietà di Business.it, per quello che possa valere.

 

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