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L’Europa non ha (troppa) fiducia nell’Italia: riviste le stime di crescita

L’Europa non ha fiducia nell’Italia. O quanto meno, ne ha meno rispetto alle prospettive del nostro governo. Stando alle previsioni che arrivano da Bruxelles, infatti, il nostro Paese crescerà meno di quanto atteso, con un’economia che nel 2020 avanzerà dello 0,4% a fronte dello 0,7% stimato a luglio. I dati arrivano dagli studi sulle economie autunnali realizzati dalla Commissione europea.

“L’economia italiana è in stallo dall’inizio del 2018 e ancora non mostra segnali significativi di ripresa” si legge nelle note dell’esecutivo Ue, che lascia invariata rispetto all’estate la stima sul Pil 2019 (+0,1%). Nel 2020 c’è una “modesta” ripresa della crescita, “grazie a domanda esterna e spesa delle famiglie, che però è attenuata dal mercato del lavoro in deterioramento”. L’Italia si conferma comunque ultima in Europa sia nel 2019 che nel 2020.
Il dato più allarmante arriva sul fronte dell’incremento del debito pubblico che, stando alle stime di Bruxelles, nel 2019 salirà a 136,2%, e nel 2020 a 136,8%, ben oltre le previsioni di primavera che lo davano a 133,7% e 135,2%. Le cause principali sono “debole crescita del Pil nominale, deterioramento dell’avanzo primario” e “costo in aumento delle misure passate” cioè reddito di cittadinanza e quota 100. Quanto al deficit, per la Commissione si attesterà al 2,2% per il 2019 e in leggero aumento al 2,3% nel 2020.L’esecutivo Ue non si è espresso sull’impianto complessivo della legge di Bilancio, ma ha avanzato dubbi su una parte delle coperture e in particolare sul gettito delle misure anti-evasione previsto dal Governo nella manovra 2020. “Ci si aspetta che anche le misure addizionali contro le frodi fiscali previste nella manovra 2020 sostengano le entrate” del Governo, “anche se il gettito correlato è soggetto a qualche incertezza”, scrive Bruxelles.

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