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Libero, prima pagina vergognosa contro Greta Thunberg: “Rompiballe”

Greta Thunberg sotto attacco. Ancora una volta. Stavolta non sono protagonisti gli haters del web, ma il quotidiano Libero, che nella prima pagina (addirittura!) del 18 aprile 2019 la chiamano affettuosamente “rompiballe” e con un gioco di parole le danno della cretina. Il quotidiano fondato da Vittorio Feltri non usa mezze misure contro la giovane ecologista svedese, che è arrivata a Roma il 17 aprile per incontrare Papa Francesco.

“La rompiballe va dal Papa”, si legge nel titolone in prima pagina, accanto alla foto che ritrae l’attivista sedicenne che stringe la mano al Pontefice in Piazza San Pietro. Come se non bastasse, nell’occhiello, Libero scrive: “Bergoglio in Vaticano: ‘Vieni avanti Gretina’”. Il riferimento è chiaramente a quel “Vieni avanti cretino” di Lino Banfi.

Anche nell’articolo, a firma di Fausto Carioti, si legge che il Papa non ha trovato il tempo di incontrare i cardinali che “due anni fa gli chiesero udienza per capire sei divorziati risposati possano prendere la Comunione”, non trova tempo nemmeno per incontrare il vicepremier leghista Matteo Salvini, ritenuto da Carioti “uno dei pochi politici che difendono le radici cristiane d’Europa e non si vergognano a mostrarsi col rosario in mano”, ma ha tempo invece per incontrare Greta Thunberg.

Greta, “sacerdotessa del culto neopagano di Gaia”, ha potuto incontrare il Pontefice. “La svedesina con le treccine trilla felice: ‘Mi ha detto: Vai avanti, Greta!‘. Per lei ed Eugenio Scalfari, il tempo Bergoglio lo trova”, si legge ancora nell’articolo.

“Modesta come sempre, la ragazza in odore di Nobel per la Pace ha fatto sapere agli italiani di considerarsi ‘necessaria’ perché fa ‘qualcosa d’importante’, che all’atto pratico consiste nell’invitare i suoi coetanei a non andare a scuola il venerdì, per unirsi allo sciopero mondiale in difesa del clima”, continua in modo del tutto deviato Carioti.

Insomma, Libero non perde occasione per puntare il dito contro la giovane attivista e demolirne il carisma, grazie al quale il 15 marzo scorso migliaia e migliaia di persone in tutto il mondo sono scese in piazza per il bene del pianeta.

 

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