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Fuori dal coro, Dugin: “Zelensky buffone, gli Usa scateneranno guerra nucleare”

Aleksander Dugin viene considerato nel nostro Pese l’ideologo di Vladimir Putin. Questo giudizio negativo non impedisce però al filosofo russo di essere spesso presente nei talk show italiani. L’ultima sua apparizione è a Fuori dal coro di Mario Giordano. Dugin attacca l’Occidente senza peli sulla lingua, considera il presidente ucraino Zelensky un “buffone” e attribuisce agli americani le eventuali responsabilità dello scoppio di una guerra nucleare.

Dugin a Fuori dal coro

Secondo Dugin, quella scatenata da Putin in Ucraina è una guerra “contro l’anti-religione, contro il satanismo moderno liberale. Questa è la guerra santa delle civiltà, delle culture che non sono d’accordo a diventare come l’Occidente”. Il filosofo russo ritiene che l’attuale sistema di valori rappresenti delle “forme di distruzione dei valori e delle gerarchie, della spiritualità e dell’ordine religioso”. E la Russia starebbe semplicemente reagendo a questa ”egemonia culturale”.

“L’avanzare dell’esercito russo è lento precisamente per la ragione che tutte le nostre truppe hanno ricevuto l’ordine molto serio e molto grave di non colpire obiettivi civili”, spiega Dugin secondo il quale i nazionalisti ucraini starebbero colpendo i civili “per attribuire la colpa di questo ai russi”. L’ideologo di Putin punta il dito contro gli Stati Uniti che “se decideranno di intervenire direttamente nel conflitto, questo sarà come cominciare la terza guerra mondiale e la guerra nucleare. L’unica potenza che può scatenare la guerra nucleare sono gli Stati Uniti”, accusa.

“Zelensky è un buffone, una figura totalmente irresponsabile, che non può decidere la pace o il conflitto. – prosegue Aleksander Dugin – Credo che Putin parlerà solo con i personaggi che contano davvero e che possono decidere delle situazioni critiche di oggi e non con Zelensky che non rappresenta nulla . L’Europa è diventata una base militare degli Stati Uniti”. I rapporti tra Russia e Cina sarebbero a suo dire “migliori che mai. Le relazioni tra Xi Jinping e Putin sono migliori perché lottano contro l’unipolarismo. La Cina può essere la soluzione per la Russia ora sotto sanzioni. Questa è molto più di un’amicizia, questa è un’alleanza storica”. L’Europa, invece, “è una base militare degli Stati Uniti e uno strumento occidentale” che, se non farà come la Russia, “sarà morta nella distruzione di questa Torre di Babele che è la civiltà globale e liberale”, conclude.

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