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Lobby nera: l’inchiesta di Fanpage imbarazza il partito della Meloni

Sta alzando un polverone politico e mediatico l’inchiesta di Fanpage su Fratelli d’Italia. Nella serata di giovedì 30settembre il talk show di La7 Piazzapulita, condotto da Corrado Formigli, manda in onda in esclusiva tv lo scoop dei colleghi. Il titolo dell’inchiesta è eloquente: Lobby nera. In pratica, dal 2019 un giornalista di Fanpage si è infiltrato nel sottobosco dell’estrema destra milanese, fingendosi un uomo d’affari interessato a finanziare il partito di Giorgia Meloni facendo del ‘nero’. Tra i personaggi spiati dal finto imprenditore ci sono Roberto Jonghi Lavarini, detto il Barone Nero e già condannato a due anni per apologia di fascismo. Ma soprattutto l’europarlamentare di Fdi Carlo Fidanza.

Lobby nera, l’inchiesta di Fanpage su Fdi

Sotto la lente di ingrandimento di Fanpage finisce il metodo, non proprio ortodosso per usare un eufemismo, con cui gli esponenti di Fratelli d’Italia conducono la campagna elettorale per le Comunali di Milano di domenica prossima. Nell’inchiesta Lobby nera vengono intercettate e filmate frasi come queste: “Una serie di lavatrici”, “Imprenditori col giro di nero“, “Il black”. Ma anche “un gruppo trasversale, diciamo esoterico, dove ci sono diversi massoni, ammiratori di Hitler, ex militari”. Insomma un mix di presunti affari sporchi basati su un giro di false fatture. Ma anche la vecchia ideologia nazifascista.

I due protagonisti della vicenda, Fidanza e Lavarini, sostengono la candidatura al consiglio comunale milanese dell’avvocato Chiara Valcepina. Alla donna chiedono esplicitamente di finanziare l’uomo d’affari con cui sono entrati in confidenza che, in realtà, è il giornalista di Fanpage. “Le modalità sono: o versare nel conto corrente dedicato. Se invece voi avete l’esigenza del contrario e vi è più comodo fare del black, lei si paga il bar e col black poi coprirà altre spese”. Questo il loro modus operandi svelato dall’inchiesta Lobby nera.

Ma non solo un presunto riciclaggio di denaro in nero. Dalle intercettazioni e dai video registrati emerge anche la nostalgia per il passato. Fidanza, ad esempio, prende spesso in giro il giornalista Paolo Berizzi, sotto scorta perché minacciato da gruppi neonazisti. Netta anche la bocciatura del candidato del centrodestra a Milano, Luca Bernardo. Lavarini invece sostiene che “noi abbiamo un gruppo trasversale, diciamo esoterico, dove ci sono diversi massoni. Poi c’è tutto un filone di ammiratori di Hitler, in più abbiamo un nostro informale servizio di informazioni e sicurezza, abbiamo una rete di ex militari”.

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