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Morte Lorenzo Parelli, J-Ax contro la polizia: “Sollevazione popolare, non manganellate”

La tragica morte di Lorenzo Parelli, lo studente rimasto vittima di un incidente durante l’alternanza scuola-lavoro, ha scosso il mondo dei giovani. Tanto che migliaia di loro si sono riversati nelle piazze di alcune città italiane per gridare tutta la loro rabbia. Peccato che ad accoglierli ci fossero gli agenti delle forze dell’ordine in tenuta anti sommossa. Le immagini dei pestaggi di studenti con manganellate, calci e pugni hanno fatto il giro del mondo. Tra i più indignati per quanto accaduto c’è il rapper J-Ax.

J-Ax

“Vittima del lavoro e dell’idea che la scuola debba essere una incubatrice di operai per le aziende italiane. La Morte di Lorenzo Parrelli è stata una tragedia che ha colpito molti e ha lasciato senza parole me. – afferma J-Ax intervistato da L Stampa – Ma ora vorrei vedere una vera e propria sollevazione popolare, mi piacerebbe vedere che, come Paese, dicessimo no a situazioni simili. Mi sembra assurdo che degli studenti delle superiori e delle medie, in strada dopo aver visto un loro coetaneo morire durante uno stage organizzato dalla scuola, siano terreno di caccia per le nostre forze dell’ordine quando manifestano pacificamente”.

“Qualcuno ha cercato di giustificare le scene di teenager con la testa sanguinante, o ragazzine manganellate da svenute a terra come ‘reazione alle provocazioni’. – si sfoga J-Ax – Per inciso, le provocazioni sarebbero delle uova cadute per terra o degli insulti. Se io dovessi reagire così alle ‘provocazioni’ che ricevo ogni giorno sui social, dovrei passare le giornate a sprangare le persone. Non lo faccio perché penso di essere più maturo di chi mi vuole offendere. E nel mio caso spesso parliamo di 50enni”.

“Comportarsi così nei confronti dei nostri figli mi sembra assurdo. – protesta ancora J-Ax – Soprattutto dopo che li abbiamo costretti a passare gli ultimi due anni a studiare le guerre puniche dentro Zoom. Dovremmo celebrare il loro coraggio, il loro attivismo. Non hanno scelto di pubblicare un hashtag su Tik Tok o Twitter e autocongratularsi per il proprio impegno. No, hanno marciato in piazza con la volontà di lasciare simbolicamente una trave di cartapesta davanti alla sede di Assolombarda. E noi, come Paese, come adulti, li abbiamo ancora una volta delusi”, conclude amareggiato.

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