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Lo stile di un premier: perché Conte è in grado di rassicurare dando brutte notizie

Non si è tirato indietro, Giuseppe Conte. Accettando l’ennesima sfida a testa alta e con il cuore in mano, quello con cui ha parlato agli italiani annunciando le ennesime, dolorose misure restrittive varate dal governo per far fronte a una situazione sempre più grave, con i numeri di contagiati e decessi legati alla diffusione del coronavirus in costante crescita. Chiusura di tutti i negozi con eccezione di farmacie, parafarmacie e attività che vendono generi alimentari. Trasporti consentiti ma soltanto per motivi di lavoro. E chiusura delle aziende che non saranno in grado di rispettare le norme di sicurezza dettate dall’emergenza.

Un passo coraggioso, non scontato. La Lombardia, tra le Regioni più colpite, aveva chiesto misure più restrittive sul proprio territorio. Conte ha scelto di ampliarle a tutta Italia, seguendo lo spirito che già nelle ore precedenti lo aveva spinto a trasformare l’intero Paese in un’unica zona rossa, senza più fasce e distinzioni. Chiedendo a tutti di continuare a fare i sacrifici necessari per uscire il prima possibile da quest’incubo.
Si è detto e scritto tanto, su Conte, in questi giorni concitati. Dalla polemica con alcune strutture ospedaliere fino alle presunte accuse di eccessiva timidezza rivoltegli da partiti dell’opposizione che, a quanto pare, non riescono a frenare la loro brama di voti neanche di fronte a una situazione così drammatica. La verità è che però il premier ha sempre messo gli interessi del Paese al primo posto, in queste ore: cercando fino all’ultimo di non forzare la mano per evitare danni economici irrecuperabili a tanti imprenditori, ma consapevole che la situazione si era andata aggravando, fino a decidere per il lockdown totale dell’intera nazione.

Nell’annunciare i nuovi provvedimenti, Conte ha dipinto un’Italia forte, granitica, che sarà presa a modello dagli altri Paesi nei mesi a venire per come ha saputo gestire la crisi. Lui, che una volta arrivato al governo ormai una vita fa era dipinto come “il premier fantoccio”, utile solo per mediare tra Salvini e Di Maio, si è fatto forza e si è assunto fino all’ultima delle responsabilità. Per il bene di tutti, per ribadire ancora una volta quanto sia importante lo sforzo di ogni cittadino. Come un vero presidente del Consiglio.

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