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L’odio dei social contro i giudici “pro-migranti” accusati da Salvini

Offese e attacchi sessisti contro tre donne giudici, finite nel mirino degli utenti del web dopo essere state indicate dal vicepremier Matteo Salvini tra quei magistrati che sarebbero pro-migranti. Nella bufera sono così terminate in queste ore Luciana Breggia, magistrato del Tribunale di Firenze, Matilde Betti, presidente della prima sezione del Tribunale civile di Bologna, e Rosaria Trizzino, presidente della seconda sezione del Tar della Toscana. Tutte sotto attacco degli utenti social.

Per capire la situazione basta un’occhiata su Twitter. Una di loro è responsabile della sentenza che ha dichiarato inammissibile il ricorso del ministero contro l’iscrizione all’anagrafe di un immigrato, un’autorità in una materia complessa come quella dell’immigrazione. I commenti che si stanno accumulando su diversi account sono spesso molto volgari, e prendono di mira la diretta interessata per il suo aspetto fisico. Ironia, prese in giro, veri e propri insulti.
“Non faccio liste di proscrizione dei giudici” aveva detto Matteo Salvini, aggiungendo poi: “Prendo atto del fatto che, su migliaia di giudici che fanno onestamente il loro lavoro, qualcuno invece fa politica, scrive libri va a convegni a favore delle porte aperte per l’immigrazione. È normale che un giudice va ad un convegno che è uno spot per l’immigrazione di massa e poi giudica la politica del ministero dell’Interno?”. “Se fai il giudice – spiegava il vicepremier – devi essere imparziale, se vuoi fare politica ti candidi con la sinistra. Se uno pubblicamente va a dire che il decreto sicurezza non va bene, ‘aiutiamo gli immigrati’ e poi esamina richieste d’asilo, io dico: o fai il giudice super partes o fai politica”.

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