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L’odio social contro Venezia: “Poveri un ca***, era la città più cara d’Italia”

C’è un’Italia, in queste ore, che ha inondato il web di commenti di solidarietà verso quella Venezia allagata che fa male al Paese, rabbiosi di fronte alla sorte di una città sprofondata sotto un mare di ingiustizie, sprechi e inefficienze di cui il Mose, l’opera che doveva evitare proprio simili calamità naturali, è diventato il simbolo. E c’è però, come sempre accade in questi casi, l’altra faccia della medaglia, quell’odio dilagante ormai dai tempo sui social che neanche stavolta si è fermato, lasciando affiorare in rete il peggio di sé. 

Facebook, Twitter, Instagram. Ogni canale è tornato buono per gli hater, che di fronte a immagini scioccanti come l’hotel Gotti o il Danieli allagati, costretti a fronteggiare la furia devastatrice dell’acqua e raffiche di vento a una forza di oltre 100 km/h,, hanno commentato così: “Povera gente? Povera un ca***, per dormire lì ci devi lasciate un litro di sangue”. Il riferimento è ai prezzi notoriamente molto alti che i turisti pagano durante le visite a una delle città più belle e caratteristiche del mondo. 
“Per il divieto di sosta sono 46 euro” scherza un altro di fronte alle immagini di un vaporetto scaraventato a riva dal maltempo. E via così, con battute e attacchi che tirano in ballo di volta in volta i conti salati pagati in alberghi e ristoranti dagli utenti che hanno visitato Venezia in passato, o i costi esagerati del caffè. Il tutto accompagnato da battute decisamente fuori luogo, visto il contesto drammatico, come “Dicevano che era una città eccellente, invece fa acqua da tutte le parti”.Sui commenti carichi di odio e livore è intervenuto anche il direttore del Tg di La 7  Mentana, attraverso Facebook. Anticipando che la sottoscrizione per aiutare la città sta andando molto bene, ha infatti anche detto che va “pensiero di schifo per tutti coloro che – nonostante avessi espressamente chiesto rispetto almeno di fronte a questa catastrofe – hanno dato vita alla solita parata di odio e rancore. Ho tirato lo sciacquone, bloccandoli. Non ci mancheranno”.

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