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“Commissariare la Regione Lombardia”, la petizione vola: già 35mila firme raccolte

La proposta l’aveva lanciata per primo Marco Travaglio, e a seguire si sono uniti al coro tantissimi esponenti del mondo politico, del giornalismo e della società civile. E così, in pochissimo tempo, una massa imponente di tweet e un numero di firme in continuo aumento rilancia l’idea di commissariare la Regione Lombardia. Lanciata ieri da Milano 2030, la petizione che chiede l’istituzione di un commissario ad acta per la sanità lombarda, si sta avvicinando all’obiettivo delle 35 mila firme a meno di due giorni dal lancio e ha scatenato una discussione social, con decine di migliaia di tweet collegati all’hashtag #commissariatelalombardia.

“La frammentazione dell’assistenza territoriale, la decisione di trasferire i malati di Covid19 nelle Rsa, lo scarso coinvolgimento della sanità privata lasciata libera di scegliere se e come collaborare, le cifre, esigue ai limiti del ridicolo, del bilancio regionale destinate alla gestione dell’emergenza, fanno della Lombardia l’area del mondo con il più alto tasso di casi e di decessi, con un prezzo gravissimo per il personale sanitario, i medici di base e gli ospiti delle residenze assistite” si legge nel testo della petizione ospitata sulla piattaforma Change.org e promossa dal gruppo che riunisce associazioni, movimenti e partiti della sinistra milanese.

Come spiega Repubblica, le critiche vanno al cosiddetto “modello lombardo di sanità”, quello che a dire dei firmatari si è tradotto in un progressivo smantellamento della sanità pubblica in favore di quella privata grazie alla regionalizzazione, considerata la causa principale delle difficoltà di coordinamento che hanno ostacolato la tempestiva gestione dell’emergenza coronavirus. A parlare di debolezza del modello lombardo è stato anche Roberto Saviano in un intervento sul quotidiano francese Le Monde.

“Il tasso di letalità del virus in Lombardia è frutto soprattutto delle scelte fallimentari compiute da una classe dirigente mediocre, che andrebbe esautorata immediatamente se non ci fosse un’emergenza drammatica in corso” scrive Saviano, che aggiunge: “Ma mentre oggi le sirene delle ambulanze coprono ancora le voci dei familiari delle persone lasciate morire a causa di una sequela di errori che hanno aggravato l’effetto dirompente del contagio, tra poco sarà il tempo di processare chi è venuto meno ai suoi doveri”.

 

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