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Hantavirus, chi è il paziente zero: l’ornitologo che ha infettato la nave

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato che il paziente zero dell’epidemia di Hantavirus emersa sulla nave da crociera MV Hondius è Leo Schilperoord, un ornitologo olandese di 70 anni. Durante una spedizione di birdwatching in Sudamerica, Schilperoord si è imbarcato sulla nave il primo aprile 2026 da Ushuaia, in Argentina, innescando una catena di contagi che ha già provocato tre decessi e numerosi casi di infezione tra i passeggeri.

Leo Schilperoord, ornitologo olandese di 70 anni e paziente zero dell'epidemia di hantavirus, fotografato durante una spedizione di birdwatching con la nave da crociera MV Hondius sullo sfondo.

Leo e sua moglie Mirjam, 69 anni, provenienti da Haulerwijk nei Paesi Bassi, erano impegnati in una lunga ricerca ornitologica che li ha portati a viaggiare quattro mesi tra Argentina, Cile e Uruguay. Il contatto con il virus è avvenuto in un punto preciso: la discarica a cielo aperto all’ingresso di Ushuaia, dove ratti portatori del ceppo andino dell’Hantavirus erano presenti tra i rifiuti e gli uccelli necrofagi.

Questa variante del virus, rara per la trasmissione uomo-uomo, presenta un tasso di mortalità del 40%, ed è proprio in questo contesto che si è sviluppata l’epidemia.

  • Fine marzo 2026: presumibile contatto con roditori infetti alla discarica di Ushuaia;
  • 6 aprile 2026: insorgenza dei primi sintomi di Leo a bordo della MV Hondius;
  • 11 aprile 2026: morte di Leo, comunicata inizialmente come “naturale” dal capitano;
  • 12-23 aprile 2026: 12 giorni di mancata comunicazione e assenza di precauzioni, con diffusione del virus tra i passeggeri;
  • 24 aprile 2026: sbarco di Mirjam a Sant’Elena, già infetta;
  • 25 aprile 2026: morte di Mirjam in Sudafrica dopo un volo commerciale con 88 persone a bordo.

La comunicazione iniziale inadeguata, unita alla mancanza di test diagnostici a bordo, ha facilitato la diffusione del virus tra i passeggeri, molti dei quali hanno continuato a partecipare a eventi comuni senza misure di contenimento.

Il ceppo andino si distingue per la sua capacità di trasmettersi tra persone, a differenza della maggior parte degli Hantavirus che si diffondono solo attraverso contatti con roditori infetti. La doppia mortalità avvenuta in cabina e in breve tempo avrebbe dovuto attivare protocolli di emergenza più rigorosi.

L’OMS ha rassicurato la popolazione, dichiarando che il rischio di trasmissione è basso, ma la situazione ha evidenziato falle nelle procedure di sicurezza sanitaria sulle navi da crociera.

27 novembre 2025: arrivo dei coniugi Schilperoord in Argentina per il tour ornitologico;

Fine marzo 2026: contatto con roditori infetti a Ushuaia (data presunta);

1 aprile 2026: imbarco sulla MV Hondius da Ushuaia;

6 aprile 2026: insorgenza primi sintomi di Leo;

11 aprile 2026: morte di Leo, comunicata come “naturale”;

12-23 aprile 2026: assenza di precauzioni e diffusione del virus;

24 aprile 2026: Mirjam sbarca a Sant’Elena;

25 aprile 2026: morte di Mirjam in Sudafrica;

2 maggio 2026: conferma del ceppo andino dell’Hantavirus;

7-10 maggio 2026: identificazione del paziente zero e isolamento dei passeggeri alle Canarie.

La discarica è frequentata da birdwatcher perché attrae uccelli necrofagi, ma è anche infestata da ratti portatori del virus. Le autorità sanitarie argentine hanno confermato la presenza del ceppo andino nei roditori catturati nella zona.

Nonostante ciò, le autorità locali contestano che l’infezione sia stata contratta a Ushuaia, sottolineando che la coppia vi ha soggiornato solo due giorni, lasciando aperta la possibilità di contagio durante altre tappe del viaggio.

La vicenda ha sollevato interrogativi riguardo ai protocolli sanitari adottati sulle navi da crociera, in particolare sull’assenza di laboratori diagnostici a bordo e sulla gestione della comunicazione in caso di emergenze sanitarie.

Le autorità internazionali stanno rivedendo le misure di sicurezza per prevenire future epidemie simili, mentre l’OMS ha invitato alla calma pur mantenendo alta l’attenzione sul possibile sviluppo della situazione.

In Italia sono stati posti sotto sorveglianza attiva quattro passeggeri che hanno condiviso un volo con una donna infetta proveniente dalla nave, localizzati in Calabria, Campania, Toscana e Veneto. Il Ministero della Salute ha confermato che non vi sono motivi di allarme per la popolazione generale.

In Europa i casi confermati rimangono limitati, ma l’incubazione prolungata del virus potrebbe far emergere nuovi contagi nelle prossime settimane.

La storia di Leo Schilperoord rappresenta un esempio tragico di come la mancanza di tempestività nelle comunicazioni e nelle misure sanitarie possa trasformare un caso isolato in un’epidemia con conseguenze internazionali. La situazione ha messo in luce la necessità di protocolli più rigorosi e di strumenti diagnostici adeguati sulle navi da crociera per garantire la sicurezza dei passeggeri.

Leo Schilperoord, ornitologo olandese di 70 anni e paziente zero dell'epidemia di hantavirus, fotografato durante una spedizione di birdwatching con la nave da crociera MV Hondius sullo sfondo.

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