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L’ultimatum di Renzi: “Non abbiano negato i pieni poteri a Salvini per darli a Conte”

Matteo Renzi non ci sta. Ancora una volta, dopo qualche giorno di apparente calma, il leader di Italia Viva sfida il premier Giuseppe Conte a muso duro. Lo fa in Senato, dopo l’informativa del presidente del Consiglio: “Il suo intervento, presidente Conte, esige risposte in nome della libertà e della verità: gli italiani per l’emergenza sanitaria sono in uno stato che ricorda gli arresti domiciliari. Non ne usciamo con un paternalismo populista o una visione priva di politica. Nessuno le ha chiesto di riaprire tutto, abbiamo chiesto riaperture con gradualità e proporzionalità”.

Parole decise, forti quelle di Renzi. Che hanno il sapore dell’ultimatum: “Glielo diciamo in faccia: siamo a un bivio. È stato bravo a rassicurare gli italiani, è stato molto bravo. Il punto però è che nella fase 2 della politica non basta giocare su paura e preoccupazione. C’è una ricostruzione da fare che è devastante e richiederà visione e scelte coraggiose. Dia un occhio in più ai dati dell’Istat o noi non saremo al suo fianco. Se sceglierà la strada del populismo non avrà al suo fianco Italia viva”.
Renzi ha poi tuonato: “Non abbiamo negato i pieni poteri a Salvini per darli ad altri”. Conte ha cercato di gettare acqua sul fuoco, rassicurando tutti sul fatto che il governo darà le risposte che servono e negando che esista un rischio per la tenuta dell’esecutivo. Il pericolo però c’è ed è sempre più evidente. E vede la convergenza, insolita ma non troppo, di Lega e Italia Viva.I due Mattei, Renzi e Salvini, continuano infatti a invocare un governo di solidarietà nazionale subito, senza più aspettare. Per togliere di mezzo l’odiato Conte, in costante ascesa nei sondaggi tra gli italiani, e sostituirlo con figure decisamente meno ingombranti. La Lega ha un problema anche in casa, che risponde al nome di Giorgia Meloni. Avanti così, Fratelli d’Italia rischia di rosicchiare l’intero tesoretto di voti del Carroccio. Meglio, allora, agire subito e tentare la spallata a Palazzo Chigi, con un insolito alleato dalla propria: Renzi.

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