Cultura

M5S, crociata contro Augias: “Via dalla Rai: senza meriti e talento”. È bufera

Al Movimento 5Stelle i giornalisti, gli uomini di cultura e d’intelletto proprio non vanno giù. Dopo la “black list” di Di Battista su quali sono i giornali e i giornalisti graditi, abbiamo assistito nel tempo anche a liste di proscrizione contro conduttori, presentatori, e chiunque, insomma, non la pensi come loro. Solo Freccero va bene, che manda in onda Grillo su Rai2 e – si vocifera – voglia affidare al figlio di Marco Travaglio la creazione della sigla di un nuovo programma. Ora, nuovo capitolo: alle liste si aggiunge un altro nome illustre, Corrado Augias. Il M5S apre oggi il ‘caso Corrado Augias’, andando all’attacco del conduttore ‘reo’ di guadagnare troppo.

A parlarne sono le commissarie pentastellate in Vigilanza Rai Paxia, Luzzi e Carmen Di Lauro (quella che chiedeva una stanza alla Camera per i deputati per fare yoga!). Del resto, per Maria Laura Paxia il “servizio pubblico è controllato da Pd, per loro merito e talento non contano”, mentre si chiede “come mai la sinistra moralizzatrice non si indigna per i 370mila euro di stipendio del giornalista Corrado Augias?”.

“È ormai evidente – sostiene ancora Paxia – quanto questi personaggi siano bravi a fare i moralizzatori, rivendicando i valori di sinistra, tranne poi avere il portafoglio a destra facendosi pagare degli stipendi a dir poco esorbitanti. Abbiamo ormai una Rai, pubblica, invasa da giornalisti riconducibili al Partito democratico, con la stampa attenta e vigile solo quando ad apparire sono personaggi a loro scomodi e appartenenti ad altri partiti politici”. Il solito vomito populista, insomma. Quello che poi li ha portati al governo.

Dice sempre lei: “Quello che ancora non hanno capito è che a prevalere devono essere i concetti di merito e talento, che per anni, evidentemente, gli sono stati estranei”. Ah, quindi Corrado Augias non avrebbe meriti o talento… Lei sì, invece. Dello stesso avviso la deputata Mirella Liuzzi, per la quale “è ora di dire basta a un’azienda pubblica totalmente occupata dal Partito democratico e nella quale il merito è solo un dettaglio”.

“Augias esempio di servizio pubblico controllato dalla politica”, rincara la dose in una nota di Carmen Di Lauro, portavoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera e componente della commissione Vigilanza Rai, che prosegue: “Da Augias a Fazio, quanto sperpero di denaro pubblico in Rai? A Corrado Augias non basta lavorare e scrivere per il gruppo del Pd L’Espresso/La Repubblica, ma porta a casa anche 370mila euro dalla Rai”.

La replica di Corrado Augias: “Sono entrato in Rai mezzo secolo fa, per concorso e senza raccomandazioni. Il mio lavoro in Rai non ha nulla a che vedere con partiti o movimenti politici. Attualmente faccio un programma che va in onda tutto l’anno, dal lunedì al venerdì, e gli ascolti vanno bene. Credo che dia fastidio Rai3. E Rai3 e Repubblica sono accomunabili, c’è una certa identità di pensiero e questo innervosisce: è l’unico polo di opposizione organica culturale che c’è nel Paese. Non ho mai sentito Foa, ma io sono tranquillo. Se mi vogliono cacciare dalla Rai, pazienza”. Ah, povera patria cantava uno…

 

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