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M5S, tensioni interne e due clamorosi addii: il futuro di Giuseppe Conte a rischio

Ritratto di Giuseppe Conte con sfondo politico

Le dinamiche interne al Movimento 5 Stelle tornano a mostrare segnali di tensione. Al centro del confronto c’è la leadership di Giuseppe Conte, messa sotto pressione da malumori, prese di distanza e nuove aree politiche che si muovono ai margini della linea ufficiale del partito.

Le tensioni nel Movimento 5 Stelle

Tra i nomi più citati in questa fase c’è Alessandro Di Battista, impegnato nel progetto politico Schierarsi. Attorno a questa area guardano con attenzione anche figure legate alla storia recente del Movimento, mentre l’ex sindaca di Roma Virginia Raggi resta critica verso alcune scelte della segreteria Conte, in particolare sul terreno delle alleanze.

Le indiscrezioni su possibili cambi di schieramento, che hanno coinvolto anche Chiara Appendino, sono state smentite dall’entourage dell’ex premier. Le fibrillazioni, però, restano. Nel cosiddetto Movimento romano emergono contestazioni sulla gestione della partita capitolina e sul rapporto con il centrosinistra.

Raggi e Appendino contro le alleanze

Virginia Raggi continua a rivendicare uno spazio politico autonomo, sostenuta da ex collaboratori come Enrico Stefano e Alessandra Agnello. La sua posizione resta distante dalla linea di Conte, soprattutto dove il Movimento si avvicina al Partito Democratico e a Italia Viva.

Anche Chiara Appendino ha espresso più volte contrarietà rispetto a un’alleanza con Matteo Renzi. Nel dibattito interno pesano i temi economici, dalla redistribuzione fiscale alle proposte sulla cosiddetta Milionaire tax, diventate uno dei punti di frizione tra le diverse sensibilità del Movimento.

Il quadro politico e le prossime mosse

Intanto il centrodestra osserva e si prepara alle prossime scadenze elettorali. Nel dibattito è entrato anche il passaggio di Laura Ravetto a Forza Italia, letto da alcuni esponenti come un segnale delle manovre in corso in vista del voto.

Per Conte la sfida resta quella di tenere insieme le diverse anime del Movimento 5 Stelle, evitando che le tensioni interne si trasformino in nuove rotture politiche.

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