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Manifestazione per la pace in Ucraina, Calenda boccia Conte: “Ne faremo un’altra”

In Italia si sta preparando la manifestazione per la pace in Ucraina. Ma anche in questo caso le forze politiche non riescono a trovare un accordo. La paura del Pd e del partito di Carlo Calenda è che il M5S di Giuseppe Conte metta il cappello sulla manifestazione prendendosi poi tutti i meriti. Per questo motivo il leader di Azione annuncia che lui, insieme con chi ci vorrà stare, organizzerà una contro manifestazione.

Carlo Calenda contro Giuseppe Conte

“La manifestazione per la pace del M5S è per la resa dell’Ucraina. – Carlo Calenda attacca così Conte mentre vien circondato dai giornalisti – E alle manifestazioni per la resa dell’Ucraina noi non solo non parteciperemo, ma opporremo una manifestazione per ribadire il supporto all’Ucraina. Abbiamo già invitato Pd ed +Europa. Però anche in questo caso, come sulle bollette, non sono pervenuti perché non sanno decidere cosa sono. Il Pd deve decidere cos’è. È Orlando che dice basta col governo Draghi mentre è ancora ministro del governo Draghi? E abbraccia i 5 Stelle, Emiliano e De Luca. Oppure è il Pd di Letta che tiene una posizione netta sulla guerra?

“A livello internazionale sono ormai sette mesi di guerra. – ha dichiarato poco prima Conte alla Camera per l’assemblea congiunta dei nuovi parlamentari M5S – Una guerra combattuta qui in casa nostra, in Europa, di cui ormai pienamente partecipi per quanto riguarda gli aiuti militari, gli aiuti umanitari, gli impegni economici. Una guerra però di cui sembriamo tutti rassegnati a subire passivamente le conseguenze. Siamo sull’orlo di un rischio nucleare. Ma non c’è nessuna discussione sulla strategia, sugli obiettivi politici che stiamo perseguendo, sugli scenari geo-politici che si stanno delineando”, denuncia il leader pentastellato.

“L’unica cosa certa di questa strategia è che si è puntato su un’escalation militare e non su un negoziato di pace. – ha poi proseguito Conte – Un diffuso interventismo bellicista prova a rintuzzare qualsiasi discussione. Un finto patriottismo cerca di mettere la mordacchia a qualsiasi interrogativo, a qualsiasi tentativo di discussione. Usano in modo vergognoso l’accusa di filo-putinismo come una clava per soffocare qualsiasi democratico confronto. Perfino quando abbiamo invocato una discussione in Parlamento, come si addice a una democrazia parlamentare, ci siamo scontrati con un muro governativo insormontabile”.

“Parteciperemo alla grande manifestazione nazionale per la pace che è in corso di preparazione. – conferma l’ex premier – Vi prenderemo parte senza bandiere. Non vogliamo mettere nessun cappello politico rispetto a quella che auspichiamo come un’occasione, per tutti i cittadini, di manifestare la propria preoccupazione per questa escalation militare e per invocare una svolta in direzione di un negoziato di pace e la preparazione di una grande conferenza sulla sicurezza sotto l’egida delle Nazioni Unite e con la partecipazione della Santa Sede”.

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