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“Andate a cag**e”, “Tradiori”, “Bla bla bla”: manovra, i militanti si ribellano sui social

Stavolta la macchina da guerra della comunicazione Lega-5Stelle non è riuscita ad arginare la realtà: la gente lo ha capito che hanno fallito su tutta la linea con l’abbassamento del deficit dal 2.4 al 2.04. E non sono riusciti a far passare il messaggio che quella di Conte è stata un’impresa e un successo. Niente, non se la sono bevuta e sui social è scoppiato il putiferio. Molti si domandano con ironia se gli slogan “no euro” e “fuori dall’Europa” fossero una presa in giro.

Ma c’è anche chi, e sono tanti, si dichiara apertamente deluso dalla retromarcia del governo gialloverde di fronte alla Ue. Il tutto sulla pagina Facebook di Matteo Salvini, sotto un post dove campeggiano il faccione del “capitano” e un messaggio-slogan che cerca di addolcire la pillola: “Ancora al lavoro per gli Italiani, per mantenere gli impegni presi sul diritto al lavoro, alla pensione, alla salute e alla sicurezza, cercando di evitare sanzioni e problemi con Europa e mercati. Io ci credo e non mollo!”.

La reazione che riassume meglio il coro degli scontenti è quella di un utente che dichiara di vivere a Como: “Ma andate a cagare! Già la manovra economica prima al 2,4%, con le cose fatte a pezzi, senza investimenti e prettamente assistenzialista faceva pena, figuriamoci ora che dovete tagliare per arrivare al 2%. La Francia fa quello che vuole, mesi di proclami contro l’Europa, non arretriamo di un millimetro bla bla bla e poi ci mettiamo a 90! Siete un bluff! E lo dico da elettore deluso! Il mio voto al prossimo giro ve lo scordate!”.I temi sono tutti qui: la delusione e la rabbia per la resa di fronte a Juncker, la recriminazione per il doppio trattamento riservato a Italia e Francia, le critiche alla qualità stessa della manovra, la minaccia di cambiare voto alla prossima tornata elettorale. Su Twitter lo stesso identico post riceve commenti analoghi. A parte quelli che lo prendono in giro (“finirai per crederci da solo”), le rimostranze dei fan del sovranismo sono praticamente una valanga.

“Accettato il 2,04. Avete fatto la figura di quello che, di fronte a un possibile rissa grida: tenetemi se no lo distruggo. Solo chiacchiere e distintivo”. Oppure: “Oddio, ma se dobbiamo ‘evitare problemi con Europa’, allora che ci stiamo a fare?”, “A quale campagna elettorale ho assistito?”. Le cose vanno allo stesso modo in casa Cinquestelle. Sono molti a dichiararsi delusi. “I punti più importanti su cui avete preso voti non sono stati pienamente rispettati. ‘Non arretreremo di un millimetro’, dicevate, ma l’avete fatto”.

“Per quanto mi riguarda, il mio supporto finisce qua”, scrive un (ex?) elettore amareggiato. “CI PIGLIANO PER FESSI. Forse lo siamo veramente… tutto sto casino per tornarcene 2,04 ma forse avete capito male l’inglese… I Francesi con ‘na protesta si beccano il 3 o 3,5%. FESSI”, protesta in modo più colorito un altro. E anche in questo caso si tratta solo di due tra i tanti esempi del malcontento di una base che per due mesi aveva sperato che la propaganda sovranista si traducesse, alla fine, in realtà.

 

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