Economia

Cornuti e mazziati, manovra: perché a rischiare non è il governo ma i risparmiatori…

Il più preoccupato di tutti, anche se per senso istituzionale e per il ruolo che ricopre non può darlo a vedere, è il presidente della Repubblica. Sergio Mattarella ha scelto di farsi sentire: la fase è più che mai delicata e solo lui sembra aver intravisto l’incubo peggiore: il rischio serissimo che corrono i risparmi dei cittadini con la nuova manovra. Ma il richiamo che Mattarella ha fatto ieri all’articolo 97 della Costituzione non deve essere letto come un altolà preventivo. Insomma non siamo ancora al punto in cui il Capo dello Stato minaccia il governo di non fairmargli la “manovra del popolo”. Però se le cose dovessero mettersi male,  potrebbe esserci anche questa ipotesi.

Una improvvisa secchiata di acqua fredda si rovescia su Lega e sul M5S, nel pieno dei festeggiamenti per l’intesa sulla manovra. È la soglia del deficit spinta fino al 2,4 per cento – tra le impennate dello spread e il rischio bocciatura della Ue- che fa suonare i campanelli d’allarme di Quirinale e di Bankitalia. E che riaccende l’anima bellicosa del governo.

“Avere conti pubblici solidi e in ordine è una condizione indispensabile di sicurezza sociale, soprattutto per i giovani e per il loro futuro”, è il messaggio che – senza troppi veli – indirizza all’esecutivo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E come la Carta dispone, prosegue il Capo dello Stato, “occorre assicurare l’equilibrio di bilancio e la sostenibilità del debito pubblico. Questo per tutelare i risparmi dei nostri concittadini, le risorse per le famiglie e per le imprese, per difendere le pensioni, per rendere possibili interventi sociali concreti ed efficaci”.

Al monito di Mattarella si allinea, poche ore dopo, quello del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco: “L’Italia ha bisogno di favorire l’investimento pubblico e privato e di contenere e ridurre il debito pubblico. Il mercato poi – aggiunge Visco – non è composto da forze ignote che tramano nell’ombra. Piuttosto, dovendo collocare 400 miliardi di titoli di Stato, dobbiamo essere coscienti della fiducia che trasmettiamo quando emettiamo debito”.

Poi arriva la reazione di Matteo Salvini: “Stia tranquillo, il Presidente, dopo anni di manovre economiche imposte dall’Europa che hanno fatto esplodere il debito pubblico, finalmente si cambia rotta e si scommette sul futuro e sulla crescita. E se a Bruxelles mi dicono che non lo posso fare me ne frego e lo faccio lo stesso”. Un diplomatico nato. Luigi Di Maio invece dice: “Mattarella non deve preoccuparsi. Questa manovra ha proprio la finalità di creare le condizioni per ridurre il debito”.

Insomma, è divertente come i due leader della maggioranza giochino a tranquillizzare Mattarella. Invece dovrebbero tranquillizzare i mercati e soprattutto i risparmiatori, perché il rischio c’è e già da domani, alla riapertura delle borse, si teme il crack.  Mattarella teme più di tutti lo sforamento del 3%, che sarebbe una catastrofe per i risparmi privati, per le imprese, per le famiglie e per le pensioni. Si preoccupa, giustamente, che non ci vada di mezzo la gente comune. Se tutto andasse a rotoli, i poteri forti si salverebbero, ma il conto lo pagheremo ancora noi, i cittadini.

 

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