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“Non ci sono signorine ma dottoresse”: parla Maria, autrice del cartello provocatorio in ospedale

“In questi ambulatori non ci sono signorine ma dottoresse”. E’ questa la scritta apparsa su un cartello provocatorio in un centro vaccinale di Frattamaggiore. Qualche giorno fa un paziente incuriosito dalla scritta l’ha postata sui social, rendendola virale. Fanpage.it ha trovato ed intervistato l’ideatrice del cartello, Maria Ilaria di Laora, dottoressa 34 enne in servizio presso il centro vaccinale. “Negli stessi corridoi gli uomini vengono chiamati dottori”, ha spiegato. Il cartello è nato per scherzo, ha spiegato al quotidiano online, ma rispecchia “un costume diffuso tra molti pazienti che hanno frequentato il polo vaccinale in questi mesi”.

Insieme a Maria Ilaria nella creazione del cartello provocatorio si sono unite anche le altre dottoresse del centro vaccinale, stanche anche loro di essere chiamate signorine. “L’idea del cartello che nasce in realtà a febbraio – ha spiegato Maria Ilaria -, quindi qualche mese fa quando dividevo il laboratorio di vaccinazioni con un collega di sesso maschile, che puntualmente veniva chiamato dottore e puntualmente io signorina – ha detto la dottoressa spiegando il motivo del gesto -. L’ho messo in tutti gli ambulatori perché era una cosa sentita da tutte noi colleghe che lavoriamo in quel centro vaccinale”. La dottoressa ha raccontato anche come il cartello sia stato in seguito condiviso sui social all’insaputa sua e delle sue colleghe.

“Fondamentalmente abbiamo vissuto tutte la discriminazione rispetto ai colleghi maschi che venivano sempre chiamati Dottori dai pazienti. Nello stesso ambulatorio, buongiorno dottore, buongiorno signorina. Anche le donne possono rivestire questi ruoli, anche le donne possono ricoprire incarichi che fino a questo momento sono stati considerati appannaggio del mondo maschile”.

Un modo non per rivendicare un ruolo perché, come racconta, le soddisfazioni per un medico sono altre. “Sicuramente non cambieremo il mondo, sicuramente non sarà questo cartello a cambiare forse le cose. Però in qualche modo siamo anche contenti di aver sollevato questa protesta. Anche le donne possono rivestire questi ruoli, anche le donne possono ricoprire incarichi che fino a questo momento sono stati considerati appannaggio del mondo maschile”.

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