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Elezioni, Maria Elena Boschi: “Ha vinto il centrodestra, ora un centro riformista”

Maria Elena Boschi ammette la vittoria del centrodestra nelle recenti elezioni comunali e invoca la nascita di un centro riformista. Intervistata dal Corriere della Sera, la numero due di Italia Viva analizza i risultati delle recenti elezioni comunali. La vittoria della coalizione formata da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia risulta per lei inequivocabilmente vincitrice. Ma proprio per questo l’ex ministra invoca la rapida formazione di un “centro riformista” che comprenda anche Azione di Carlo Calenda.

Maria Elena Boschi

“Ha vinto il centrodestra, però Salvini e Meloni stanno discutendo, e questo oscura il successo della destra. Ha perso il Movimento 5 stelle e Conte è un re Mida al contrario. – dichiara Maria Elena Boschi al Corriere – Al Comune si sceglie il sindaco e non l’ideologia. Abbiamo scelto quelli che ritenevano fossero i migliori. Abbiamo eletto sindaci e consiglieri comunali: ci teniamo quelli e lasciamo agli altri i sondaggi”, giustifica così le scelte compiute dal suo partito nelle recenti elezioni comunali.

Per Italia Viva, sottolinea Maria Elena Boschi, “tutte le volte che si vota, noi andiamo molto meglio del previsto. Per ora ci siamo presentati alle Politiche, in una sola suppletiva, a Roma 2022, e abbiamo preso il 13%. Siamo stati decisivi con il 3% per portare Draghi al posto di Conte: si immagini cosa potremmo fare se prendessimo il 5 o il 10%”.

Per quanto riguarda invece la pace politica da raggiungere con il leader di Azione Carlo Calenda, secondo la Boschi “è una strada non solo possibile, ma anche doverosa. Perché Calenda sia così altalenante nei rapporti con gli altri deve chiederlo a lui. Certo, non può lamentarsi di quello che Matteo ha fatto per lui. Renzi, infatti, lo ha nominato ministro, viceministro, ambasciatore. Lo ha sostenuto sia per il Parlamento europeo che per Roma. La pace non solo è possibile, ma necessaria. – ribadisce – Lo hanno capito tutti i numerosi protagonisti del centro riformista. E presto dovrà accettarlo anche Calenda. Tutti insieme con umiltà: servono i voti di tutti, non i veti di qualcuno”, conclude.

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