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Maria Giovanna Maglie attacca Draghi: “Questo governo casca a pezzi”

Ospite di Myrta Merlino a L’aria che tira, la giornalista Maria Giovanna Maglie commenta la conferenza stampa di Mario Draghi di fronte alla stampa estera. Il premier ha svelato il contenuto della telefonata con il presidente russo Vladimir Putin. E ha inoltre fatto il punto sulle recenti fibrillazioni nel governo causate dai mal di pancia del M5S sull’aumento delle spese militari. L’analisi della Maglie è spietata.

Maria Giovanna Maglie

“A me è sembrato che Conte non abbia spostato di un millimetro la posizione del governo (sulle spese militari). Invece il M5S nella sua comunicazione aveva detto ‘abbiamo trovato l’accordo’. Invece l’accordo era quello che aveva chiesto il governo. Ho capito bene? È stato un po’ velenoso il premier nel suo Draghi-style”, domanda con ironia la Merlino alla sua ospite. “Hai sicuramente capito bene. E questo mi fa dire tre cose”, risponde decisa la Maglie.

“Premesso che oggi si deve discutere su quanto contino nel mondo diplomatici, politici, militari e giornalisti, conviene scappare. – prosegue Maria Giovanna Maglie – Detto questo, io vedo in questa conferenza stampa di Draghi tre ordini di problemi. Il primo è che, se dobbiamo discutere di neutralità dell’Ucraina e delle zone del Donbass già contese, allora a me viene in mente di chiedermi il perché stiamo riempiendo di armi l’Ucraina. Perché abbiamo messo le sanzioni? Queste avrebbero dovuto essere condizioni da onorare immediatamente, dopo i primi due o tre giorni di guerra”, affonda il colpo la giornalista.

“Seconda cosa: questo governo casca a pezzi. – la Maglie attacca frontalmente Draghi – Ed è per questo che è costretto a ricorrere in continuazione al voto di fiducia. Se non altro perché ha paura di non farlo. Anche se in questo caso può contare sulla robusta stampella dell’opposizione. Perché casca a pezzi? E perché Conte ha provato a fare una sortita e poi è tornato indietro? – si domanda ancora la giornalista – Perché dietro a tutto questo discorso sulla guerra c’è una totale mancanza di dibattito con il Paese. Due terzi degli italiani, forse di più, sono contrari a tutto quello che abbiamo messo su. Ed è questa a ragione per cui c’è un governo che pone la fiducia . Desolante come quadro”, conclude.

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