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Maria Rosaria, Francesca, Concetta: chi sono le 3 donne che hanno isolato il coronavirus

Un’impresa che ha fatto il giro del mondo, quella delle tre ricercatrici italiane dell’istituto Lazzaro Spallanzani di Roma, capaci di isolare in pochi giorni il nuovo coronavirus che ha contagiato migliaia di persone in Cina e nel resto del mondo. Una scoperta che rappresenta un passo fondamentale per sviluppare le terapie e un possibile vaccino e che ha avuto come protagonista tre eccellenze del nostro Paese, celebrate ora come eroine in ogni angolo del pianeta.

Alla guida del Laboratorio di Virologia dello Spallanzani c’è la dottoressa Maria Rosaria Capobianchi, 67enne di Procida, laureata in scienze biologiche e specializzata in microbiologia. Lavora allo Spallanzani da vent’anni e ha dato un contributo fondamentale nell’allestimento e coordinamento della risposta di laboratorio alle emergenze infettivologiche in ambito nazionale, nel contesto del riconoscimento dell’istituto quale centro di riferimento nazionale. Poi c’è Francesca Colavita, originaria di Campobasso, 30 anni, con una vasta esperienza internazionale. In passato si è occupata dello studio del virus Ebola e ha partecipato a progetti di sicurezza e cooperazione allo sviluppo in Sierra Leone nel laboratorio installato presso il Princess Christian Maternity Hospital di Freetown. È una ricercatrice precaria, che allo Spallanzani ha un contratto di collaborazione.
Infine Concetta Castilletti, classe ’63, responsabile della Unità dei virus emergenti e specializzata in microbiologia e virologia. A loro tre si aggiungono Fabrizio Carletti, esperto nel disegno dei nuovi test molecolari, e Antonino Di Caro che si occupa dei collegamenti sanitari internazionali.A celebrare i volti dell’impresa è stato, tramite Facebook, il ministro della Salute Roberto Speranza, che ha postato una foto in cui è insieme alle ricercatrici dello Spallanzani che, tra le prime al mondo, sono riuscite a isolare il coronavirus: “Ecco le tre donne italiane che hanno isolato la sequenza del coronavirus. Un orgoglio per il nostro Paese. Attraverso loro ringrazio tutti i ricercatori, medici, infermieri e personale che animano il nostro Servizio Sanitario Nazionale”.

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