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Draghi come Monti? Monta l’ipotesi del partito del premier

Mario Draghi come Mario Monti? Si fa sempre più largo l’ipotesi che l’attuale presidente del Consiglio possa decidere di proseguire la sua esperienza politica anche dopo la fine della legislatura nel 2023. Sempre che non venga eletto un anno prima al Quirinale. L’idea di un partito politico fondato da Draghi viene al momento respinta con forza dal suo entourage. Ma le voci all’interno del Parlamento favorevoli ad una soluzione ‘alla Monti’ si moltiplicano. Da destra a sinistra, gli endorsement in suo favore si sprecano.

Mario Draghi insieme a Mario Monti

Quella del partito di Draghi, come appena accennato, al momento resta solo un’ipotesi di scuola. A parlarne, tra gli altri, è anche Annalisa Cuzzocrea. La giornalista di Repubblica riporta una voce di corridoio secondo la quale Mario Draghi “non farebbe mai una cosa alla Mario Monti”. Ovvero fondare un partito dopo essere uscito da Palazzo Chigi per poi correre alla elezioni politiche.

Ma, nonostante ciò, le voci su un partito di Draghi si moltiplicano e si rincorrono. La speranza di molti sarebbe quella di trovare un nuovo federatore centrista che riesca a rompere lo schema bipolare che si prospetta dopo la fine del governo guidato dall’ex governatore della Bce. Il primo sponsor del premier è senza dubbio Confindustria. Il suo presidente, Carlo Bonomi, non ha nascosto le sue simpatie draghiane, tessendone pubblicamente le lodi in più occasioni.

Tra i movimenti centristi, Carlo Calenda di Azione si chiama fuori, sostenendo la necessità di ‘spostare’ Draghi al Quirinale e non lasciarlo ancora a Palazzo Chigi. Chi invece dovrebbe sicuramente sostenere l’eventuale partito draghiano è Cambiamo del presidente ligure Giovanni Toti. Ma anche quella parte di Forza Italia contraria alla federazione del centrodestra. Italia Viva di Matteo Renzi. La componente del Pd Libertà Eguale di Enrico Morando e Stefano Ceccanti, oltre a Base riformista di Andrea Marcucci. Ma anche una parte del M5S, quella che fa riferimento al ministro degli Esteri Luigi Di Maio, potrebbe sposare il progetto.

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