Esteri

Ucraina, Draghi ottiene la fiducia in Senato: “Continueremo a sostenerla”

Mario Draghi ce l’ha fatta senza neanche troppi patemi. È stata infatti approvata con 219 favorevoli, 20 contrari e 22 astenuti la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del presidente del Consiglio nell’aula del Senato in merito al sostegno all’Ucraina, in vista del Consiglio europeo che si terrà il 23 e 24 giugno prossimi. Voto di Palazzo Madama giunto nelle stesse ore in cui il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ufficializza il suo addio al M5S e la formazione di un nuovo gruppo parlamentare in sostegno del premier.

Mario Draghi in Senato

“Il governo italiano insieme ai partner Ue e G7 intende continuare a sostenere l’Ucraina come questo Parlamento ci ha chiesto di fare. – mette in chiaro Draghi aprendo il suo intervento in Senato – Il 3 giugno il Consiglio Ue ha votato l’ultimo pacchetto di sanzioni. Le sanzioni funzionano. I nostri canali di dialogo restano aperti, non smetteremo di sostenere la diplomazia e cercare la pace, nei termini che sceglierà l’Ucraina”, rassicura il premier.

“Ricercare la pace, superare la crisi: questo è il mandato ricevuto dal Parlamento, da voi. – prosegue Draghi – Questa è la guida della nostra azione. La strategia dell’Italia in accordo con l’Ue e il G7, si muove su due fronti. Sosteniamo l’Ucraina e imponiamo sanzioni alla Russia perché Mosca cessi le ostilità e accetti di sedersi al tavolo dei negoziato”.

“Il conflitto in atto ha innescato una crisi umanitaria di dimensione straordinaria. – sottolinea Draghi riferendosi alla crisi del grano – Sono a rischio le forniture di grano nei Paesi più poveri e nei porti ucraini sono bloccati milioni di tonnellate del raccolto precedente”. Insomma, secondo il premier “bisogna liberare le scorte che sono in magazzino per sbloccare le forniture e fare spazio al nuovo raccolto che arriverà a settembre. Negli ultimi giorni la Russia ha ridotto le forniture di gas all’Ue e all’Italia, dall’inizio della guerra il governo si è mosso con rapidità per trovare fonti alternative e grazie a questo potremo ridurre già dall’anno prossimo la dipendenza dal gas russo”, conclude.

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