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Crisi di governo, riecco Mastella: dopo aver partecipato a 4 governi, punta al quinto

Entrato in parlamento nel 1976, Clemente Mastella debutta con un incarico di governo 18 anni più tardi quando la Dc è stata spazzata via e il nuovo soggetto politico è divenuto Forza Italia di Silvio Berlusconi. Mastella dà vita a una formazione politica autonoma, Il centro Cristiano democratico (Ccd) con alcuni reduci dello Scudo crociato, tra cui Pierferdinando Casini e Rocco Buttiglione. I voti di questa formazione diventano importanti per la vittoria del Polo delle Libertà e Mastella ottiene il dicastero del Lavoro nel primo governo di centrodestra. Da allora, a targhe alterne, ripiomba in modo decisivo nella scena politica. E in queste ore concitate con Renzi che sta per staccare la spina a Conte, il nome di Mastella è di nuovo sulla bocca di tutti.

“Rieccolo”, potremmo dire. Clemente Mastella (cresciuto nella Dc di Fanfani), è stato un elemento decisivo nella formazione di almeno quattro governi italiani. Iniziando con il primo esecutivo di Silvio Berlusconi (1994) per arrivare allo sblocco della attuale crisi del governo Conte. Dopo il primo Berlusconi, le elezioni del ‘96 vedono la vittoria dell’Ulivo di Romano Prodi il cui governo però cade due anni dopo a causa dello strappo di Rifondazione Comunista. Il nuovo premier è Massimo D’Alema che ottiene l’appoggio decisivo di una pattuglia di parlamentari guidati da chi? Da Clemente Mastella, il quale dà vita a un nuovo partito, l’Udr. È il famoso “ribaltone” come lo definirà Berlusconi: Mastella e quelli dell’Udr, eletti con i voti del centrodestra, passano ad appoggiare un governo del fronte opposto.

Il Corriere ha ricostruito le tappe di governo di Mastella, ricordando poi di quando Romano Prodi rivince le elezioni nel 2006 con la coalizione dell’Unione: la sua maggioranza parlamentare risulta molto stretta e assai composita. Di questa fanno parte anche Clemente Mastella e il suo nuovo partito, l’Udeur. Allo stesso Mastella va il ministero della giustizia. Ma proprio l’uomo di Ceppaloni determinerà nel 2008 la caduta di Prodi, quando si sfilerà dalla maggioranza in seguito a un’inchiesta della procura di Santa Maria Capua a Vetere.

In quella circostanza Clemente è indagato e sua moglie Sandra Lonardo posta agli arresti. Il ministro della giustizia si sente vittima di un attacco della magistratura, toglie l’appoggio al governo determinandone la caduta e il ritorno alle urne. Dalle quali uscirà di nuovo vincitore Silvio Berlusconi.

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