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Mattarella controlla la Meloni: le mosse Quirinale nel primo mese di governo

È trascorso solo un mese da quando il governo di Giorgia Meloni è entrato in carica. Ma sono già diverse le occasioni in cui il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stato costretto ad alzare la voce per correggere alcuni deragliamenti normativi del nuovo esecutivo. È il caso ad esempio, scoppiato nelle ultime ore, del ritiro della norma sul tetto al contante dal decreto Aiuti quater per mancanza di necessità e urgenza. Ma da mettere nel conto ci sono anche gli interventi di Mattarella rispetto alle norme su rave, no vax e rapporti con la Francia sul tema migranti.

Sergio Mattarella e Giorgia Meloni

Anche se ufficialmente i rapporti tra Sergio Mattarella e i membri del governo Meloni sono sereni e votati alla cooperazione, non è sfuggito agli addetti ai lavori il fatto che il capo dello Stato si sia sentito in dovere di intervenire già più volte sull’azione di Palazzo Chigi. Ma quelli di Mattarella, più che dei veri e propri diktat, sono stati consigli e moniti basati sulla moral suasion. Interventi del presidente della Repubblica che sono stati almeno quattro.

L’ultimo intervento di Mattarella è avvenuto poche ore fa, quando il presidente ha convinto il governo a stralciare dal decreto Aiuti quater la norma sulla riforma del tetto al contante che dall’1 gennaio 2023 dovrebbe essere alzato fino a 5mila euro. Mattarella ha ritenuto la norma priva dei necessari requisiti di necessità e urgenza tali da poterla inserire in un decreto legge. Palazzo Chigi non ha avuto nulla da ridire. E così il nuovo tetto al contante sarà approvato molto probabilmente con la legge di bilancio.

Il 28 ottobre scorso, invece, Sergio Mattarella era intervenuto sul tema dei vaccini anti Covid, ammonendo che la pandemia non è ancora finita e c’è ancora la necessità di utilizzare “responsabilità e precauzione”. Anche sul decreto anti rave il capo dello Stato non ha potuto fare a meno di intervenire per addolcire la norma. E, infine, a pesare c’è anche la telefonata fatta al presidente francese Emmanuel Macron per ricomporre la crisi tra Italia e Francia scoppiata sull’accoglienza dei migranti.

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