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Mattarella in Francia per fare pace con i “cugini”: prove di distensione con Macron

Sergio Mattarella prova a sventolare la bandiera bianca e riportare la pace tra Italia e Francia, dopo che i rapporti tra i due Stati erano stati messi a dura prova da una serie di velenosi diverbi tra gli esponenti del governo gialloverde e l’Eliseo. La visita del Presidente della Repubblica a Parigi in occasione del cinquecentenario della morte di Leonardo Da Vinci è così diventata l’occasione perfetta per cercare di placare gli animi.

“Sono qui per testimoniare l’amicizia tra Italia e Francia” ha detto Mattarella, lasciandosi così alle spalle i litigi sulla Tav, sul sostegno del M5s ai gilet gialli, la disputa Fincantieri-Stx e i migranti, fino ad arrivare al richiamo dell’ambasciatore francese a Parigi dello scorso febbraio. Il capo dello Stato ha visitato Notre Dame, prima autorità straniera a visitare la cattedrale colpita dal grave incendio dello scorso 15 aprile.
Il presidente della Repubblica ha ascoltato il racconto del capo cantiere, che ha spiegato come si sia svolto l’intervento dei Vigili del fuoco. “Notre Dame rispecchia un’importante componente della storia e della civiltà d’Europa”, ha detto Mattarella. “Questo spiega perché in Italia le ore dell’incendio sono state seguite con angoscia e con affetto, perché tra l’altro, Francia e Italia condividono una grande sensibilità per il patrimonio culturale”. Poi, insieme al presidente francese Emmanuel Macron, il capo dello stato ha visitato il castello di Amboise, dove Leonardo Da Vinci trascorse gli ultimi 3 anni della sua vita.Proprio Leonardo e le sue opere erano finite coinvolte nelle querelle sull’asse Roma-Parigi. Il sottosegretario ai Beni e alle attività culturali, Lucia Borgonzoni, ha rimesso in discussione gli accordi che prevedevano il prestito da parte dell’Italia di alcune opere di Leonardo alla Francia. La Lega, guidata dal vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e in cui milita la stessa Borgonzoni, aveva trasformato la questione in una sfida diplomatica, prendendo di mira Macron.

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