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Salvini, identikit del (finto?) nostalgico che cavalca i social come nessuno sa fare

Salvini sale, Di Maio scende. Sondaggi a parte, il leader leghista ha dalla sua una popolarità impareggiabile sui social. Il suo successo è palese e non sono solo i numeri, i sondaggi e le proiezioni di gradimento a dirlo. Al di là del 31% di consensi, Matteo Salvini gode di un seguito enorme come uomo politico ma anche come persona, anche i suoi fatti personali intimi, dal cibo, al sesso, alla fidanzata, alle camminate serali e così via, fanno parte della narrazione che ruota intorno al suo personaggio. Ovviamente, tutto ciò viene abilmente gestito via social e non potrebbe essere altrimenti.

Il leader leghista, nonché vicepremier e ministro, non fa tutto da solo, una squadra di esperti, come tutti sanno, gestisce la strategia comunicativa. L’uomo dei record vanta su Instagram 996mila follower (e segue appena 45 profili), ha cinguettato oltre 28mila tweet, e su Facebook oltre 3 milioni e 400mila persone lo seguono, con più di tre milioni e 290mila “Mi piace”.

Tutti i suoi profili sono continuamente foraggiati con post, video e dirette. Nella fine del mese di agosto ha festeggiato i tre milioni con un video spot: “Tre milioni di grazie a voi e tre milioni di baci ai rosiconi!??”, inneggiando “viva la libertà della rete, viva la nostra Comunità, sempre più grande e più bella!”. Un politico che non dice mai di no, mai un no a chi gli chiede un selfie ovunque si trovi: per strada, al ristorante, nel backstage degli eventi, con la consapevolezza che quell’immagine farà il giro di altrettante pagine di ammiratori estasiati che si trasformano inconsapevolmente in prosumer, in riceventi e divulgatori del messaggio salviniano.

Ma sebbene Matteo mostri una grande disinvoltura tecnologica e tanto successo social resta pur sempre un nostalgico: “Era meglio senza, era meglio quando c’era il telefono fisso a casa”, lo ha confessato lui, parlando della sua adolescenza. Intervistato recentemente a Stasera Italia su Retequattro, Salvini, 43 anni pre millenial, una bimba di sei e un figlio adolescente “smanettone”, ha raccontato che lui a 14 anni era come tanti altri, usciva con gli amici che per fortuna non c’era Facebook. 

“Ero in quinta ginnasio al liceo Manzoni, non mi occupavo di politica, vedevo il Milan in curva Sud, ascoltavo De André, uscivo con gli amici la sera, perché fortunatamente non c’erano i telefonini, non c’erano gli iPhone, non c’era Facebook, c’era solo il telefono fisso da casa quindi se ti davi un appuntamento era quello e non si poteva cambiare diciotto volte. Non voglio sembrare nostalgico ma…”, ha detto Salvini.

“Ero un 15enne normale come tanti altri, adesso mio figlio smanetta con il telefonino molto più velocemente di me e dice che ascolto musica da vecchio. Ogni generazione ha le sue fortune e le sue sfortune”, ha detto il leader politico con tutti i social dalla sua, con la nostalgia di una adolescenza passata senza Facebook: “Contento grazie ai miei genitori, ai miei amici, ai miei professori”. La domanda nasce spontanea, ma ci crederà sul serio?

di Angiolina Zarri

 

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