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Media con la Lega, va avanti sul Green Pass: Draghi lavora mentre Salvini gioca

L’impressione, ormai, è che ci sia una parte del governo più infantile, confusionaria, capeggiata da un Matteo Salvini che di tanto in tanto non resiste, tentato dal tornaconto elettorale, all’allungare la mano per compiere qualche marachella. E dall’altra parte un Mario Draghi più adulto che richiama all’ordine, alza la voce quando necessario e, nel frattempo, tira dritto per la sua strada, al lavoro per un’estensione del Green pass che alla fine si farà. Con buona pace del Carroccio.

Media con la Lega, va avanti sul Green Pass: Draghi lavora mentre Salvini gioca

Draghi ha scelto la strategia della distensione, accogliendo in Aula sei ordini del giorno della Lega per ricucire lo strappo dopo il voto contrario sul certificato verde in Commissione Affari Sociali. Il premier si è confrontato telefonicamente con Salvini, che nel frattempo gioca a inseguire Giorgia Meloni puntando alla pancia degli italiani, e ha offerto al leghista una soluzione, la migliore possibile: un parere dell’esecutivo su sei proposte del Carroccio, così da dare al segretario del partito almeno un motivo per gonfiare il petto e nascondere l’ennesima figuraccia.

Al vaglio, dunque, come rivelato da Repubblica, “un’eventuale campagna d’informazione sulla vaccinazione, ad indennizzare i soggetti che hanno scontato alcuni effetti dall’assunzione del vaccino (i casi di pericardite, ad esempio), . Ed ancora, vaglierà l’opzione dell’impiego di anticorpi monoclonali, l’estensione della validità del passaporto vaccinale per chi è guarito dal Covid – a patto che si registri un parere favorevole degli scienziati – e l’eventuale validità dei test salivari come criterio per ottenere il Green Pass”.

Manca ancora l’apertura considerata più importante da Salvini, quella sui tamponi gratuiti. Ma il segnale di apertura, chiaro, c’è stato. Ora Draghi attende le risposte della Lega in Aula, con voto favorevole al decreto d’agosto e sulla mini estensione del Green pass. A conferma, come molti sottolineano da tempo con un pizzico di malizia, della spaccatura tra una parte della Lega che continua a giocare e Palazzo Chigi, impegnato a lavorare per il futuro degli italiani

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